Arteria femorale

Che cos’è l’arteria femorale?

L’arteria femorale è il grosso vaso sanguigno che ha inizio nell’area posta dietro il legamento inguinale, attraversa la coscia e ha il suo termine all’altezza del ginocchio. Di fatto, rappresenta la continuazione dell’arteria iliaca esterna e da essa parte la diramazione dell’arteria discendente del ginocchio nel canale adduttorio. Da essa si diramano inoltre vari rami tra cui:
  • l’arteria epigastrica superficiale, che si conclude nell’area ombelicale e fornisce sangue ali tessuti qui presenti
  • l’arteria iliaca circonflessa superficiale, che scorre e irrora la regione in cui origina la spina iliaca anteriore superiore
  • l’arteria pubenda esterna superficiale, che irrora la cute di addome inferiore, pene, scroto e labbra
  • l’arteria pubenda esterna profonda, che irrora la cute di perineo, scroto e grandi labbra
  • i rami muscolari che irrorano il muscolo sartorio, quello vasto mediale e gli adduttori
  • l’arteria profonda del femore, che provvede a irrorare i muscoli adduttori, gli estensori e i flessori.
 

Qual è la funzione dell’arteria femorale?

L’arteria femorale, insieme ai rami che da essa originano, ha la funzione di irrorare la regione pelvica e la parte superiore, fino all’altezza del ginocchio, degli arti inferiori.

Articolazioni

Che cosa sono le articolazioni?

Le articolazioni sono le strutture che assicurano una connessione tra due o più superfici ossee attraverso vari elementi: tessuto fibroso, tessuto cartilagineo, capsule, legamenti e membrane.  

Come sono strutturate le articolazioni e qual è la loro funzione?

Le articolazioni possono avere varie tipologie a seconda dei movimenti che consentono alle ossa collegate da esse:

Articolazioni mobili

Che cosa sono le articolazioni mobili?

Le articolazioni mobili sono strutture complesse che consentono una contiguità tra due o più superfici ossee che sono deputate al movimento, come ad esempio le ginocchia e i gomiti.  

Come sono strutturate le articolazioni morbidi?

Le superfici articolari delle diartrosi, altro nome di queste articolazioni si presentano sotto varie forme: sferiche, piatte o elissoidali. Si tratta di superfici lisce, ricoperte da una cartilagine e racchiuse nella cosiddetta “capsula articolare”. Quest’ultima ha la forma di un manicotto ed è formata all’esterno da una membrana fibrosa e all’interno da una membrana sinoviale, che ha la funzione di secernere e riassorbire il liquido sinoviale che provvede a mantenere lubrificata l’articolazione.  

Qual è la funzione delle articolazioni mobili?

Le articolazioni mobili sono deputate al movimento del corpo, per questo sono strutturate in modo da consentire movimenti ampi alle ossa e ai muscoli coinvolti.

Osteofiti

Che cosa sono gli osteofiti?

Gli osteofiti sono escrescenze che si formano per degenerazione cronica delle ossa che compongono le articolazioni, in particolare quelle del ginocchio e dell’anca e delle vertebre. Nella loro fase iniziale in genere non procurano alcun dolore, ma in alcuni casi possono provocare infiammazione alle articolazioni e per questo generare un leggero dolore. Possono inoltre entrare in contatto con le strutture nervose procurando, in questa circostanza, un acuto dolore che tende ad aumentare mentre si svolge attività fisica.  

Quali altri sintomi possono essere associati agli osteofiti?

Agli osteofiti possono associarsi altri sintomi come mal di schiena, mal di spalle, mal di testa, dolore al collo, mal di gambe, spasmi muscolari, crampi o perdita di capacità di coordinamento di una parte del corpo.  

Quali sono le cause degli osteofiti?

Gli osteofiti possono anzitutto essere causati da problemi congeniti, traumi, invecchiamento, postura errata o anche alimentazione non corretta. La loro origine può essere anche patologica, derivare cioè da alcune malattie tra cui: artrosi, artrite reumatoide o stenosi spinale.  

Quali sono i rimedi contro gli osteofiti?

Per curare gli osteofiti è necessario risalire alla loro causa e intervenire su questa. In presenza di un leggero dolore, provocato dalla leggera pressione che questi esercitano sugli organi che circondano l’articolazione interessata, possono essere curati con cortisone, farmaci antidolorifici o miorilassanti. Il dolore può essere alleviato anche con l’utilizzo di integratori alimentari o con l’esecuzione di infiltrazioni di acido ialuronico. Se si è in condizioni di sovrappeso possono aiutare la fisioterapia unita a un’adeguata perdita di peso, così da riacquistare forza e flessibilità, migliorare la propria postura corporale e diminuire la pressione esercitata dagli osteofiti sugli organi circostanti. Nel caso in cui questi accorgimenti non producano effetti positivi, potrà doversi ricorrere alla rimozione degli osteofiti e alla sostituzione dell’articolazione con una protesi attraverso lo svolgimento di un intervento chirurgico.  

Osteofiti, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di osteofiti deve essere segnalata al proprio medico quando provoca dolori o rende complicato lo svolgimento delle normali attività quotidiane.