Aceto balsamico

L’aceto balsamico è un prodotto tipico italiano che ha origine dal mosto di uva che viene filtrato, cotto e sottoposto a una duplice fermentazione alcolica e acetica. La tipologia di aceto balsamico che viene definita “tradizionale” è prodotta solo nelle province di Reggio Emilia e Modena con marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta).  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’aceto balsamico?

100 ml di aceto balsamico offrono un apporto di circa 88 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna consumare aceto balsamico?

L’aceto balsamico è sconsigliato per chi soffre di diabete dal momento che ha la capacità di contribuire ad aumentare livelli di insulina e glucosio nel sangue, soprattutto nel caso in cui il consumo sia combinato all’assunzione di farmaci con cui viene trattata questa patologia. Sconsigliato è anche il suo uso combinato con l’assunzione di farmaci antidepressivi dal momento che ha la capacità di abbassare la pressione sanguigna. In caso di dubbio meglio comunque chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici dell’aceto balsamico?

Nell’aceto sono presenti molti sali minerali che apportano benefici al nostro organismo. La presenza di fenoli dell’uva conferisce proprietà antiossidanti, utili per il sistema immunitario, per combattere l’azione dei radicali liberi e per rallentare l’invecchiamento cellulare. Riconosciute sono anche le proprietà antibatteriche, antivirali e disinfettanti e la capacità di aumentare il senso di sazietà e rallentare l’attività gastrica senza appesantirla. Ha un apporto di calorie contenuto per cui è spesso utilizzato nelle diete a ristretto regime calorico. Non contiene colesterolo ed è dunque adatto al consumo di chi soffre di problemi di natura cardiovascolare.  

Quali sono le controindicazioni dell’aceto balsamico?

L’aceto, in ogni sua varietà, è sconsigliato a chi soffre di problemi di natura gastrica come reflusso gastroesofageo e gastrite, perché contribuirebbe ad aumentarne i sintomi.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Aceto di mele

L’aceto di mele è il prodotto della fermentazione del sidro o del mosto della mela. Di colore giallo intenso è generalmente più torbido dell’aceto di vino.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’aceto di mele?

In 100 millilitri di aceto di mele sono apportate circa 21 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare aceto di mele?

L’aceto di mele non deve essere consumato da chi soffre di diabete perché in grado di influire sui livelli di glucosio e insulina nel sangue quando si assumono farmaci per il trattamento di questa malattia. Se consumato in quantità eccessive, inoltre, questo tipo di aceto può contribuire ad abbassare i livelli di potassio. Da evitare il suo consumo anche durante l’assunzione di farmaci antipertensivi perché, combinato con questi, può provocare un abbassamento eccessivo della pressione sanguigna. In presenza di dubbio è bene chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici dell’aceto di mele?

Questo tipo di aceto, grazie alla presenza della mela è ricco di sostanze benefiche tra cui minerali come il calcio (ottimo per rafforzare le difese immunitarie e la salute del cuore) e il potassio (importante per muscoli e cuore). La presenza di pectina lo rende ideale per proteggere i vasi sanguigni, le cellule e i batteri buoni, capaci di potenziare le funzioni della microflora intestinale. Contiene poche calorie e poco colesterolo è quindi indicato per le diete ipocaloriche e per chi soffre di problemi cardiovascolari. È scarsamente acido e per questo è da preferirsi all’aceto di vino in presenza di bruciore allo stomaco.  

Quali sono le controindicazioni dell’aceto di mele?

Sconsigliato a chi soffre di allergie alle mele, non deve essere consumato in quantità eccessive per non arrecare danni all’intestino o ad altri tratti dell’apparato digerente. Può inoltre influire negativamente sulla salute dei denti.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Acetosella

L’acetosella è una pianta perenne erbacea appartenente alla famiglia delle Oxalidaceae che cresce nelle aree con clima temperato e temperato-freddo di Europa, America del Nord e Asia.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’acetosella?

100 grammi di acetosella offrono un apporto di circa 30 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: L’acetosella è anche una buona fonte di antocianidine e di altri flavonoidi.  

Quando non bisogna mangiare acetosella?

Non sono note interazioni tra il consumo di acetosella e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici dell’acetosella?

Le foglie dell’acetosella, masticabili anche da crude, sono diuretiche, astringenti, depurative, rinfrescanti, febbrifughe e decongestionanti. Possono inoltre essere utilizzate per disinfettare piccole ferite del cavo orale. Oltre a essere depurativo, il loro infuso è anche dissetante. La buona presenza di vitamine e di minerali rendono questa erba utile per il buon funzionamento del metabolismo.  

Quali sono le controindicazioni dell’acetosella?

Nell’acetosella è presente in gran quantità l’acido ossalico per cui bisogna evitarne un consumo incontrollato per evitare la formazione di calcoli renali. Per lo stesso motivo è un alimento sconsigliato a chi soffre di problemi renali o alle vie biliari. Controindicato anche per chi soffre di gotta, disturbi epatici o della coagulazione, ulcere o altri problemi di natura gastrointestinale. Assunta in dosi eccessive può inoltre favorire la presenza di diarrea, nausea, reazioni cutanee, gonfiori di bocca, lingua e gola, irritazioni gastrointestinali, danni agli occhi e danni ai reni.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Anemia

Che cos’è l’anemia?

L’anemia è una situazione medica caratterizzata da una riduzione di emoglobina nel sangue. L’emoglobina è la proteina che trasporta l’ossigeno nel sangue: quando  vi è anemia, quindi, l’ossigeno fatica a circolare liberamente.  

Come si manifesta l’anemia?

A livello esteriore, l’anemia si manifesta con uno stato di pallore del viso e della cute di tutto il corpo. Associati al pallore, altri segnali possono essere segnali rivelatori dell’esistenza di uno stato di anemia: tachicardia, insonnia, stanchezza diffusa, fatica di respirazione (dispnea) sotto sforzo, predisposizione alle infezioni.  

Quali sono le cause dell’anemia?

L’abbassamento del livello di emoglobina che determina lo stato di anemia può dipendere da più fattori, quali ad esempio il calo del numero o della concentrazione degli eritrociti (che sono le cellule che trasportano l’emoglobina) o la diminuita capacità dell’emoglobina di combinarsi con l’ossigeno. Tutte situazioni che si verificano per carenza di alcune vitamine, come la vitamina B12 o la vitamina B9 (acido folico) o di sostanze importanti per l’organismo, quali il ferro. L’anemia può anche essere conseguenza dell’esistenza di varie malattie, tra le quali: insufficienza renale, malaria, malattia di Wilson, toxoplasmosi, tumore al rene, tumore del colon-retto, celiachia, cirrosi epatica, ulcera duodenale, ulcera gastrica. L’anemia può anche essere generata da un’alimentazione sregolata.  

Quali sono i rimedi contro l’anemia?

L’anemia può essere trattata con diverse modalità, a seconda della causa che ne sta all’origine. La vitamina B9 (acido folico), qualora sia carente, può essere integrata per via orale. La carenza di vitamina B12 richiede invece delle integrazioni tramite iniezioni intramuscolari. Se il problema è generato dalla carenza di ferro nel sangue (anemia sideropenica) si procede con un’integrazione di sali di ferro, sia per via orale che per via intramuscolare. In caso di anemia grave, o nell’impossibilità di procedere comunque con dei trattamenti farmacologici, si può dover procedere a trasfusioni di sangue. Nel caso in cui l’anemia dipenda da una situazione di sottopeso o sovrappeso, la terapia iniziale riguarda la regolamentazione delle proprie abitudini alimentari.  

Anemia, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di anemia si consiglia in ogni caso di rivolgersi al proprio medico curante.

Caffè d’orzo

Il caffè d’orzo è una tipologia di caffè che viene ottenuta dall’infusione di orzo macinato e tostato. Il caffè d’orzo non contiene caffeina né altre sostanze stimolanti per il nostro organismo, per questo in genere viene preferito da chi non vuole assumere queste sostanze.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del caffè d’orzo?

100 grammi di caffè d’orzo offrono un apporto di circa 410 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare caffè d’orzo?

Non sono note interazioni tra il consumo di caffè d’orzo e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici del caffè d’orzo?

Il caffè d’orzo è poco calorico e ha proprietà antinfiammatorie e digestive. È una bevanda consigliata a chi problemi di cuore, chi soffre d’ansia e alle donne in gravidanza o che allattano al seno.  

Quali sono le controindicazioni del caffè d’orzo?

Pur privo di sostanze stimolanti, il caffè d’orzo contiene acrilamide che, quando assunta in grandi quantità, può essere tossica per il nostro organismo. L’orzo contiene glutine e per questo il caffè d’orzo è sconsigliata alle persone celiache o che soffrono di intolleranza a questa sostanza.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Calcio

Che cos’è il calcio?

Il calcio è il più importante minerale del nostro corpo. Il 99% della quantità totale è concentrato nelle ossa, in cui si accumula sotto forma di carbonato.  

A che cosa serve il calcio?

Il calcio è fondamentale per lo sviluppo il mantenimento in salute di ossa e denti. Le ossa, infatti, sono sottoposte a un continuo processo di rimodellamento che prevede il riassorbimento e la deposizione di calcio nel nuovo tessuto osseo. Solo l’1% delle scorte totali di questo minerale partecipa ad altre funzioni: la contrazione dei muscoli, la trasmissione nervosa, la secrezione di ormoni, la vasodilatazione e la contrazione dei vasi sanguigni.  

In quali alimenti è possibile trovare il calcio?

Le principali fonti alimentari di calcio sono il latte e i suoi derivati, soprattutto i formaggi, gli yogurt e altri latti fermentati. Questo minerale è presente anche in alcuni vegetali a foglie scure (per esempio il cavolo cinese, il cavolo riccio e i broccoli, ma non gli spinaci), nei legumi secchi e in molti pesci e molluschi (per esempio sardine, vongole e cozze).  

Qual è il fabbisogno giornaliero di calcio?

La dose giornaliera di calcio raccomandata è pari a 800 mg. Il fabbisogno individuale, tuttavia, varia in base all’età. In particolare, il fabbisogno quotidiano di calcio aumenta in gravidanza e durante l’allattamento.  

Quali conseguenze può causare la carenza di calcio?

Le carenze di calcio, nel breve periodo, possono restare asintomatiche, ma se non trattate in modo adeguato possono portare a conseguenze molto gravi. I primi sintomi sono pizzicore e addormentamento delle dita, crampi muscolari, convulsioni, sonnolenza, scarso appetito e anomalie del battito del cuore. Inoltre, nel lungo periodo il rischio è quello di incorrere in osteopenia e, in seguito, a un’osteoporosi con conseguente aumento del rischio di fratture. Anche il rachitismo può essere una delle conseguenze della carenza di calcio, anche se più spesso alla base di questi problemi c’è una carenza di vitamina D.  

Quali conseguenze può causare l’eccesso di calcio?

Un eccesso di calcio nel sangue può provocare insufficienza renale, calcificazione dei vasi sanguigni e dei tessuti molli, aumento del calcio nelle urine e calcoli renali. Inoltre, un’assunzione eccessiva di questo minerale può causare stitichezza e interferire con l’assorbimento del ferro e dello zinco. Meno chiara è invece l’associazione con un aumento del rischio di tumore alla prostata e di patologie cardiovascolari.  

È vero che assumere calcio aiuta a contrastare l’osteoporosi?

Le carenze di calcio possono peggiorare l’osteoporosi, ma il problema deve essere affrontato a partire dalla giovane età, così da garantire una buona ossificazione fin da giovani.  

Cappuccino

Il cappuccino è una bevanda che viene preparata con l’aggiunta di caffè a una tazza di latte in precedenza scaldato e montato a schiuma.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del cappuccino?

Una tazza di cappuccino offre un apporto di circa 120 calorie. Di queste almeno 50 sono sotto forma di grassi. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna bere cappuccino?

Il consumo di latte può interferire con l’assunzione di alcuni antibiotici, come le tetracicline e la ciprofloxacina. La stessa interferenza con antibiotici può sorgere anche dal consumo di caffè, che può entrare in conflitto anche con altri principi attivi come la clozapina e l’efedrina. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del cappuccino?

Non si conoscono particolari benefici derivanti dal consumo di cappuccino, nonostante la presenza di vitamina A e ferro.  

Quali sono le controindicazioni del cappuccino?

La presenza di caffeina può portare, quando assunta in dosi eccessive, a stati d’ansia, insonnia e nervosismo e può essere controindicata quando si è in presenza di problemi di natura cardiovascolare come la pressione alta o di altre patologie come osteoporosi, diabete, glaucoma, diarrea o sindrome del colon irritabile. Il latte di vacca non deve essere consumato quando si è in presenza di intolleranza al lattosio.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Carne di agnello

L’agnello è il figlio della pecora che ha già superato lo svezzamento – fino a quel momento si parla di abbacchio – ma ha ancora un’età inferiore all’anno. La carne di agnello è tenera e molto adatta al consumo alimentare, soprattutto a quello dei bambini.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della carne di agnello?

100 grammi di carne d’agnello offrono un apporto di circa 103 calorie. Nella stessa quantità sono inoltre presenti (tenendo comunque conto che i valori nutrizionali possono variare a seconda dei tagli di carne):  

Quando non bisogna mangiare carne di agnello?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di carne di agnello e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici della carne di agnello?

La carne di agnello è magra, poco calorica ed è ricca di proteine dall’alto valore biologico. Buona è la presenza di ferro, minerale che è utile per il trasporto dell’ossigeno agli organi e tessuti dell’organismo; lo zinco è essenziale per lo sviluppo sessuale e per la crescita dei tessuti; il potassio è utile al buon funzionamento di muscoli e cuore e per la trasmissione degli impulsi nervosi.  

Quali sono le controindicazioni della carne di agnello?

Come altre carni, la carne di agnello è ricca di purine, sostanze che possono generare l’insorgenza di patologie come la gotta o come i calcoli renali. Il suo consumo è pertanto sconsigliato a chi già soffre di queste patologie.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Carne di coniglio

Il coniglio è un roditore della famiglia dei Leporidi. In natura è presente in due razze – selvatica e domestica – che forniscono entrambe un’ottima carne.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della carne di coniglio?

100 grammi di carne di coniglio offrono un apporto di circa 118 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare carne di coniglio?

Non sono note interazioni tra il consumo di carne di coniglio e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici della carne di coniglio?

Nella carne di coniglio sono presenti proteine di alto valore biologico e per questo viene considerata ideale per essere inserita in regimi alimentari a basso introito calorico. Delicata e ricca di vitamine (B3) e minerali (fosforo, potassio e ferro), è una carne ideale per soggetti di tutte le età che viene inserita nelle diete delle persone convalescenti.  

Quali sono le controindicazioni della carne di coniglio?

Non sono conosciute controindicazioni al consumo di carne di coniglio. Unica eccezione. la possibile presenza di un’allergia a questa carne, peraltro molto rara.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Carne di maiale

La carne di maiale viene consumata soprattutto in Europa e nell’Oriente e Sud Oriente Asiatico. L’animale che la fornisce è il Sus scrofa domesticus, della famiglia dei Suidae.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della carne di maiale?

100 grammi di carne di maiale offrono un apporto di circa 297 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: Questo tipo di carne è anche fonte di creatina, taurina e glutatione.  

Quando non bisogna mangiare carne di maiale?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di carne di maiale e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici della carne di maiale?

La carne di maiale contiene proteine di elevata qualità, utili per la crescita e il mantenimento della massa muscolare. Taurina e creatina sono anch’esse utili per la salute del cuore e dei muscoli. Le vitamine presenti in questa carne agevolano il buon funzionamento dell’organismo. Buona è la presenza di molecole con proprietà antissoidanti.  

Quali sono le controindicazioni della carne di maiale?

Nella carne di maiale sono presenti grassi saturi che devono essere assunti con moderazione: nell’arco di una giornata la loro quantità non deve superare il 10% delle calorie introdotte nell’organismo. Anche il colesterolo è abbastanza presente, anche per questo il consumo di carne di maiale deve essere tenuto sotto controllo.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Coriandolo

Da punto di vista alimentare, il coriandolo è il frutto della pianta omonima, che appartiene alla famiglia delle Apiaceae ed è originaria del Mediterraneo orientale. Oggi viene coltivata soprattutto in Inghilterra, Francia Paesi Bassi. La forma dei frutti, quando sono essiccati, è simile a quella dei granelli di pepe, il colore è giallognolo, il sapore è simile a quello della scorza d’arancia o di limone. In genere sono utilizzati per aromatizzare cibi e bevande. Le foglie della piante del coriandolo, fresce ed essiccate, sono simili a quelle del prezzemolo ma si differenziano da quelle per il loro tipico sapore piccante.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del coriandolo?

100 grammi di frutti essiccati di coriandolo offrono un apporto di circa 298 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: 100 grammi di foglie essiccate di coriandolo, invece, offrono un apporto di circa 279 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare coriandolo?

Il consumo di coriandolo deve essere controllato quando si fa uso di farmaci neurostimolanti per evitare che il primo contribuisca ad aumentare gli effetti dei secondi. In presenza di dubbio, meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del coriandolo?

I molti minerali contenuti nel coriandolo sono essenziali per la salute e il buon funzionamento dell’organismo. Noti sono i suoi benefici in relazione ai problemi di natura digestiva grazie alle sue proprietà carminative, con riduzione dei gas intestinali, e antispasmodiche. Tra i benefici, quelli di ridurre il gonfiore e le difficoltà digestive. Questo frutto, inoltre, stimola l’attività del cervello e l’appetito, attenua la stanchezza e la fatica e fornisce un effetto antibatterico e fungicida.  

Quali sono le controindicazioni del coriandolo?

Se consumato in eccesso, il coriandolo può causare disturbi nervosi e renali.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Crusca di frumento

La crusca è la parte di residuo che rimane quando si macinano i cereali. È costituita da scagliette derivanti dall’involucro fibroso che riveste i semi dei cereali. In passato era considerata un prodotto di scarto che era adatto esclusivamente all’alimentazione degli animali. Solo negli ultimi decenni se n’è compresa l’importanza anche dal punto di vista dell’alimentazione umana. La crusca più nota e diffusa è quella che deriva dalla macinazione del frumento e può derivare dal grano duro, da quello tenero o da miscele di entrambe le tipologie.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della crusca di frumento?

100 grammi di crusca di frumento tenero offrono un apporto di circa 206 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare crusca di frumento?

Il consumo di crusca di frumento deve essere tenuto sotto controllo quando si assumono farmaci cardiaci, dal momento che le fibre contenute in questo tipo di crusca tendono a “intrappolare” il farmaco diminuendone la quantità nel sangue. Quest’attenzione deve essere prestata, in particolare, dalle persone anziane.  

Quali sono i possibili benefici della crusca di frumento?

La crusca di frumento regolarizza l’attività digestiva grazie alle sue fibre insolubili, che non vengono digerite e agiscono diminuendo il tempo di transito e aumentando la massa fecale. Questo tipo di crusca ha un alto potere saziante e un basso apporto calorico. Riduce inoltre l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri ed è un’alleata preziosa in caso di iperglceridemia, diabete, colesterolo alto e intolleranza al glucosio.  

Quali sono le controindicazioni della crusca di frumento?

La crusca di frumento contiene glutine e dunque non può essere consumata dai soggetti celiaci o che soffrono di intolleranza a questa sostanza. Stante il suo effetto lassativo, questo alimento deve essere evitato da chi soffre di coliti o di altri problemi di natura intestinale. Un suo consumo prolungato, inoltre, può essere ala causa di fenomeni di flatulenza e meteorismo.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Curry

Il curry è una miscela di varie spezie assemblate dopo essere state ridotte in polvere. La prima e principale delle spezie presenti nel curry è la curcuma cui si aggiungono cumino, coriandolo, senape, cannella, pepe nero, zenzero, peperoncino, noce moscata e foglie di curry. Composizione e sapore variano a seconda delle quantità delle varie spezie presenti nella miscela.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del curry?

100 grammi di curry offrono un apporto di circa 325 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare curry?

Non si conoscono situazioni per cui il consumo di curry possa interferire con l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici del curry?

Il curry è un potente antinfiammatorio grazie alla presenza della curcumina, principio attivo della curcuma e per questo è ideale per apportare benefici alla salute cardiovascolare. Il cumino ha effetti benefici contro il gonfiore addominale e il meteorismo. Peperoncino e zenzero agiscono come stimolatori dell’attività gastrica e favoriscono il consumo di calorie. La cannella diminuisce il senso di fame mentre il pepe stimola la circolazione del sangue e combatte la ritenzione idrica.  

Quali sono le controindicazioni del curry?

Il curry contiene pepe e peperoncino e per questo deve essere evitato da chi soffre di gastriti e ulcere gastriche. La curcuma presente nel curry stimola la secrezione degli acidi biliari per cui questa miscela dovrebbe essere evitata da chi soffre di calcoli alla bile.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Erba cipollina

L’erba cipollina è una pianta aromatica appartenente alla famiglia delle Liliaceae. La sua diffusione maggiore è nel Nord America e in Europa. In Italia la si trova sulle Alpi e sugli Appennini settentrionali nei mesi di aprile e maggio.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’erba cipollina?

100 grammi di erba cipollina offrono un apporto di circa 30 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare erba cipollina?

Non sono note interazioni tra il consumo di erba cipollina e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici dell’erba cipollina?

Ricca di vitamine e povera di grassi, l’erba cipollina aiuta a rafforzare le difese immunitarie (vitamina C) e a mantenere sotto controllo la pressione sanguigna (potassio). Le fibre favoriscono un buon funzionamento dell’intestino e il buon assorbimento di zuccheri e colesterolo, aiutano a combattere l’ipoglicemia e l’ipercolesterolomia e a contrastare la stitichezza.  

Quali sono le controindicazioni dell’erba cipollina?

Un consumo eccessivo di erba cipollina può generare una certa irritazione allo stomaco.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Fagioli

I fagioli sono i semi di una pianta erbacea che appartiene famiglia delle Leguminose papillionaceae. Ne esistono più di 500 varietà, in Italia i più noti sono quelli borlotti e quelli cannellini, oltre ad alcune varietà regionali come i toscani zolfini, i veneti Lamon e i fagioli neri o all’occhio. Possono essere consumati freschi, essiccati o già lessati e conservati in barattolo.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dei fagioli?

100 grammi di fagioli cotti offrono un apporto di circa 102 calorie, ripartite in questo modo: 63% carboidrati, 31% calorie e 6% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti:
  • 70 g di acqua
  • 7,9 g di proteine
  • 0,7 g di lipidi
  • 17 g di carboidrati
  • 14,4 g di amido
  • 1,2 g di zuccheri solubili
  • 7,8 g di fibra totale
  • 2 mg di ferro
  • 0,2 mg di zinco
  • 1,4 µg di selenio.
 

Quando non bisogna mangiare fagioli?

Non sono note interazioni tra il consumo di fagioli e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici dei fagioli?

I fagioli sono ricchi di fibre e pertanto favoriscono il buon funzionamento dell’intestino e inducono il senso di sazietà. La presenza della lecitina li rende un alimento buono per contenere la presenza di colesterolo nel sangue. I bacelli, invece, hanno proprietà diuretiche e antidiabetiche.  

Quali sono le controindicazioni dei fagioli?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di fagioli, se si escludono specifiche allergie a questi legumi, peraltro non tanto diffuse. In generale però, regola che vale anche per tutti gli altri legumi, non devono essere consumati in grande quantità quando già si soffre di problemi intestinali come la colite, per non correre il rischio di peggiorare la situazione.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Farina di mais

La farina di mais viene ottenuta raffinando il mais in maniera integrale, mantenendo cioè anche la parte esterna, corrispondente al rivestimento fibroso, e la parte interna, il cosiddetto germe, del seme. Ha un colorito giallo e può essere costituita da granuli di grandezza variabile, a seconda di quale livello di macinatura si sia adottato. La ricetta più diffusa che prevede il suo utilizzo è quella che riguarda la polenta. È una farina priva di glutine e può dunque essere ingerita anche dalle persone celiache e che soffrono di intolleranza al glutine.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della farina di mais?

100 grammi di farina di mais offrono un apporto di circa 360 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare farina di mais?

Non sono note interazioni tra il consumo di farina di mais e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici della farina di mais?

Alla farina di mais sono riconosciute proprietà energetiche e la capacità di appagare il senso di sazietà.  

Quali sono le controindicazioni della farina di mais?

Nella farina di mais sono presenti poche fibre e sono presenti scarse quantità di vitamine e di minerali. Dal punto di vista qualitativo-nutrizionale, quindi, un suo uso esclusivo e protratto nel tempo è da considerarsi insufficiente.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Fave

Le fave sono i semi della Vicia faba, pianta che appartiene alla famiglia delle Fabaceae e che è originaria dell’Asia minore e dell’area mediterranea.  

Quali sono le proprietà nutrizionali delle fave?

100 grammi di fave secche, crude e sgusciate offrono un apporto di circa 341 calorie, suddivise in questo modo: 60% carboidrati, 32% proteine e 8% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti: Buona è anche la presenza di steroli vegetali, isoflavoni e L-dopa.  

Quando non bisogna mangiare fave?

Il consumo di fave può interagire con l’assunzione di ossazolidinoni, ad esempio del linezolid. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici delle fave?

Le fave contengono una buona quantità di fibre e per questo sono ideali per il buon funzionamento dell’intestino e per contrastare la formazione di diabete o di malattie cardiovascolari. Le vitamine del gruppo B aiutano il metabolismo; vitamina A e vitamina C assicurano protezione antiossidante; la vitamina C è anche ideale per rispondere alle infezioni. Fosforo e calcio aiutano la salute di ossa e denti, il ferro è fondamentale per la produzione dei globuli rossi. La presenza di isoflavoni può essere utile per la prevenzione del tumore al seno, i fitosteroli aiutano ad abbassare il colesterolo, le L-dopa agevolano la salute del cervello e prevengono sue degenerazioni come nel caso della malattia di Parkinson.  

Quali sono le controindicazioni delle fave?

Il consumo di fave deve essere evitato quando si soffre di favismo o si è predisposti allo sviluppo di calcoli.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Fiori di zucca

I fiori di zucca sono le inflorescenze che sono presenti all’estremità delle zucchine. Hanno un sapore molto delicato e leggero e per questo sono molto apprezzati dal punto di vista alimentare.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dei fiori di zucca?

100 grammi di fiori di zucca offrono un apporto di circa 12 calorie, ripartite in questo modo: 56% proteine, 30% lipidi e 14% carboidrati. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare fiori di zucca?

Non sono note interazioni tra il consumo di fiori di zucca e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici dei fiori di zucca?

Nei fiori di zucca sono presenti in buona quantità fibre e acqua e questo li rende particolarmente adatti a combattere la stitichezza. Contengono poche calorie e per questo sono adatti a diete con basso introito calorico. Poca è la presenza di grassi, per cui sono adatti alle persone che hanno problemi di colesterolo alto. La presenza di calcio è ottima per ossa e denti, per coagulare il sangue e per favorire i meccanismi di contrazione muscolare; il fosforo interviene nei processi energetici; la provitamina A aiuta la salute degli occhi e agevola la crescita delle ossa oltre che le funzioni ovariche e testicolari; la vitamina C neutralizza i radicali liberi e contribuisce a rendere più forte il sistema immunitario.  

Quali sono le controindicazioni dei fiori di zucca?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di fiori di zucca, fatta eccezione per la presenza di eventuali allergie.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Grano duro

Il grano duro è una specie di frumento. Insieme al grano tenero è una delle maggiori forme di sostentamento degli uomini e per questo è una delle colture più diffuse a livello mondiale. In Italia viene coltivato soprattutto nelle regioni del centro e del sud. Macinando il grano duro si ottiene la semola, alimento utilizzato in particolare per la produzione di alcuni tipi di pane e di pasta.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del grano duro?

100 grammi di grano duro offrono un apporto di circa 312 calorie. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare grano duro?

Nel grano duro è presente il glutine per cui questo alimento non deve essere consumato da chi soffre di celiachia o di intolleranza al glutine. Non si conoscono invece interazioni tra il consumo di grano duro e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici del grano duro?

Nel grano duro sono presenti molte fibre e per questo è indicato nella stimolazione della digestione e nel mantenere la funzionalità dell’intestino. Ha un alto potere saziante e per questo viene considerato utile per ridurre l’appetito. Il fatto che sia totalmente privo di colesterolo lo rende un alimento adatto per le persone che soffrono di problemi cardiovascolari.  

Quali sono le controindicazioni del grano duro?

Il grano duro ha un potere lassativo e pertanto non è indicato per chi soffre di problemi intestinali come la colite.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Indivia belga

L’indivia belga è un’insalata originaria del Belgio, appartenente alla stessa famiglia delle cicorie e caratterizzata da un sapore amarognolo. Le foglie, parte edibile della pianta, sono affusolate, sode e croccanti, di colore bianco tendente al verde sulle punte.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’indivia belga?

100 grammi di indivia belga offrono un apporto di circa 15 calorie, ripartite in questo modo: 69% carboidrati, 16% proteine, 15% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare indivia belga?

Non sono note possibili interazioni tra il consumo di indivia belga e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici dell’indivia belga?

L’indivia belga è leggermente lassativa grazie alla buona presenza di fibre e di acqua. Per questo è consigliata a chi debba migliorare il transito intestinale. Ha un limitato apporto energetico e la sua consistenza croccante aumenta il suo senso di sazietà, per questo è spesso inserita nelle diete. Buona è la presenza di vitamina A, vitamina C e vitamine del gruppo B, oltre a acido folico, fondamentale per la salute dell’apparato cardiovascolare ed essenziale per lo sviluppo del nascituro in gravidanza. Il calcio è importante per la coagulazione del sangue, la trasmissione dell’impulso nervoso e la contrazione e il rilasciamento dei muscoli.  

Quali sono le controindicazioni dell’indivia belga?

L’unica controindicazione al consumo di indivia belga è l’eventuale presenza di un’allergia a questo ortaggio.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.