Fragole

Le fragole sono frutti della pianta appartenente al genere Fragaria. Se ne conoscono oltre 600 varietà che differiscono tra loro a seconda della consistenza, del sapore e delle dimensioni. Sono coltivate in tutte le aree temperate del mondo.  

Quali sono le proprietà nutrizionali delle fragole?

100 grammi di fragole offrono un apporto di circa 27 calorie, così ripartite: 74% carboidrati, 13% proteine e 13% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti: Questi frutti sono fonte inoltre di omega 3 e vari fitonutrienti come antocianine, favonoli, ellagitannini, terpenoidi e acidi fenolici.  

Quando non bisogna mangiare fragole?

Attenzione, il consumo di fragole può interferire con l’assunzione di farmaci anticoagulanti e antiaggreganti. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico di fiducia.  

Quali sono i possibili benefici delle fragole?

Le fragole sono considerate potenziali alleate della salute cardiovascolare grazie alla loro combinazione unica di molecole antiossidanti e antinfiammatorie. Sono inoltre considerate utili a prevenire alcune forme di cancro, come quelli al seno, alla cervice, all’esofago e al colon. Il loro consumo viene associato al miglior controllo dei livelli di zucchero nel sangue e quindi sembra aiutare nella prevenzione del diabete di tipo 2. Tra i vantaggi suggeriti dalla ricerca scientifica ci sono inoltre: un’azione anti-invecchiamento fisica e cognitiva, il miglioramento delle malattie antinfiammatorie intestinali, benefici contro forme di artrite associate a infiammazione e contro le malattie dell’occhio associate all’infiammazione, tra cui anche la degenerazione maculare.  

Quali sono le controindicazioni delle fragole?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di fragole, se si esclude l’eventuale presenza di un’allergia a questi frutti.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Magnesio

Che cos’è il magnesio?

Il magnesio è un macroelemento, uno dei minerali più presenti nel corpo umano. In genere in un adulto ci sono tra 20 e 28 g, di cui il 50-60% è concentrato nelle ossa, 39% nei tessuti molli e solo l’1% nel sangue. La concentrazione di magnesio tra 0,75 e 0,95 mmol/L è considerata normale.  

A cosa serve il magnesio?

Il magnesio prende parte a numerose reazioni cellulari. È il cofattore di oltre 300 enzimi che controllano processi diversi come la sintesi proteica, la funzione muscolare e nervosa, lo zucchero nel sangue e il controllo della pressione sanguigna. È necessario per la produzione di energia ed è necessario per i processi di fosforilazione ossidativa e glicolisi, partecipa allo sviluppo strutturale delle ossa ed è necessario per la sintesi di DNA, RNA e glutatione, un importante antiossidante. Contribuisce inoltre al trasporto di calcio e potassio tramite le membrane cellulari, essenziali per la trasmissione degli impulsi nervosi, la contrazione muscolare e il battito cardiaco.  

In quali alimenti è presente il magnesio?

In quasi tutti gli alimenti il magnesio è presente ma è abbondante soprattutto negli ortaggi a foglia verde (es. spinaci), nei legumi, nella frutta secca, nei semi e nei cereali integrali e nelle banane. In genere, gli alimenti ricchi di fibre sono anche una buona fonte di magnesio.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di magnesio?

Il fabbisogno giornaliero raccomandato di magnesio è di 300 mg (valore di riferimento europeo).  

Quali sono le conseguenze della carenza di magnesio?

La mancanza di magnesio è piuttosto rara. I più esposti al rischio sono coloro che assumono farmaci o soffrono di malattie che ne influenzano l’assorbimento – come la dissenteria cronica legata al Morbo di Crohn, la malattia celiaca o il diabete di tipo 2 – o coloro che hanno subito un intervento di bypass intestinale. In casi più gravi questa carenza può causare crampi e contrazioni muscolari, intorpidimento, convulsioni, aritmie, spasmi delle arterie coronariche, cambiamenti di personalità e riduzione dei livelli di calcio e potassio nel sangue.  

Quali sono le conseguenze di un eccesso di magnesio?

Nella dieta l’eccesso di magnesio viene di solito eliminato attraverso i reni. Dosi eccessive possono tuttavia causare dissenteria, a volte con nausea e crampi addominali. Soltanto dosi superiori a 5 g al giorno sono state associate a tossicità che può causare abbassamento della pressione sanguigna, arresto della peristalsi intestinale, depressione, letargia, debolezza muscolare, difficoltà respiratorie e, nei casi più gravi, arresto cardiaco.  

È vero che il magnesio può essere utile contro i crampi mestruali?

Si, quando i crampi mestruali si verificano tutti i mesi, il magnesio può aiutare a combatterli. È disponibile in varie forme farmaceutiche, comprese fiale e bustine, si consiglia generalmente di prenderlo per almeno una settimana prima dell’inizio del ciclo.

Olio di girasole

L’olio di girasole viene ottenuto dalla spremitura dei semi del girasole, pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’olio di girasole?

100 grammi di olio di girasole offrono un apporto di circa 900 calorie, tutte sotto forma di lipidi. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare olio di girasole?

Non sono note interazioni tra il consumo di olio di girasole e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici dell’olio di girasole?

L’olio di girasole è benefico in caso di costipazione e, anche se in quantità minore rispetto agli altri oli vegetali, è utile per contenere gli effetti del colesterolo cattivo che portano al rischio di aterosclerosi. Dal punto di vista nutrizionale quest’olio è fonte consistente di grassi insaturi e di molecole dall’attività antiossidante, prima tra tutte la vitamina E.  

Quali sono le controindicazioni dell’olio di girasole?

L’olio di girasole può essere all’origine di reazioni allergiche in persone sensibili alle piante e ai fiori che appartengono alla famiglia delle Asteraceae, come ad esempio la margherita, il crisantemo e l’ambrosia. Non è indicato per chi soffre di diabete, perché è in grado di aumentare i livelli di insulina e di glicemia. Dal momento che contribuisce ad aumentare i livelli di lipidi ematici nell’ambito post-prandiale, inoltre, viene considerato capace di aumentare il rischio di contrarre aterosclerosi in chi è affetto da diabete di tipo 2.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Pera

La pera è il frutto della pianta Pyrus communis, originaria dell’Europa e appartenente alla famiglia delle Rosaceae.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della pera?

100 grammi di pera, parte edibile, offrono un apporto di circa 35 calorie, suddivise in questo modo: 94% carboidrati, 3% proteine e 3% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti: Nella parte polposa di questo frutto sono presenti molti fitonutrienti. La buccia, invece, contiene una certa quantità di composti fenolici e di fibre alimentari.  

Quando non bisogna mangiare pera?

Non sono note interazioni tra il consumo di pera e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. In caso di dubbio, meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici della pera?

La pera è un frutto dotato di scarsa allergenicità ed è ricco di fibre e molto digeribile. Per questo è ideale per chi soffre di coliche, spasmi, problemi digestivi, diarrea, costipazione, ritenzione idrica, nausea e problemi al fegato. Ha spiccate proprietà antinfiammatorie e antiossidanti e viene considerata in grado di ridurre il rischio di insorgenza di alcune patologie, tra cui ci sono quelle cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e il tumore all’esofago.  

Quali sono le controindicazioni della pera?

Non sono note controindicazioni al consumo di pera.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Vanadio

Che cos’è il vanadio?

Il vanadio è un oligoelemento, quindi un minerale di cui l’organismo ha bisogno solo in piccolissime quantità.  

A che cosa serve il vanadio?

Il vanadio è fondamentale per lo sviluppo e la crescita dell’organismo. In particolare, assume un ruolo importante nella pompa sodio-potassio, un tipo di pompa ionica presente nella membrana cellulare, partecipa alla produzione di enzimi coinvolti nel metabolismo di nutrienti, ormoni e tessuto osseo e inibisce la sintesi del colesterolo. Alcuni studi hanno rilevato che potrebbe avere un’azione simile a quella dell’insulina o, almeno, contribuire ad aumentare gli effetti di questo ormone.  

In quali alimenti è contenuto il vanadio?

La miglior fonte del vanadio sono i funghi, i molluschi, il pepe nero, il prezzemolo, l’aneto, la birra, il vino e i cereali.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di vanadio?

Il fabbisogno giornaliero di vanadio varia da 10 a 20 microgrammi.  

Quali sono le conseguenze della carenza di vanadio?

Secondo le ricerche su animali, la carenza di vanadio può rallentare la crescita, creare problemi riproduttivi (compresa l’infertilità) e alterare i livelli ematici di colesterolo, trigliceridi, glucosio e insulina. In aggiunta, un livello insufficiente di questo minerale può essere associato a diabete, malattie cardiovascolari e obesità. Tuttavia, questi dati non sono certi, ma solo ipotetici.  

Quali sono le conseguenze dell’eccesso di vanadio?

Il vanadio in eccesso è tossico a dosaggi superiori a 10 mg al giorno.  

Il vanadio può essere utile in caso di diabete?

Non si sa se l’assunzione di vanadio sia utile per il miglioramento dell’assunzione di insulina per il diabete di tipo 2: gran parte degli studi su questo elemento sono stati condotti solo su animali. Per questo motivo, la sua assunzione non è attualmente indicata per il trattamento di alcuna malattia.