Affaticamento oculare (astenopia)

Che cos’è l’affaticamento oculare (astenopia)?

L’affaticamento oculare è una condizione che si presenta quando gli occhi vengono affaticati da un uso troppo prolungato, tale da incidere sull’efficienza dei muscoli del bulbo oculare. Può essere provocato dall’osservazione troppo ravvicinata di un oggetto, azione può appunto provocare un utilizzo intenso dei muscoli interni ed esterni all’occhio.  

Quali altri sintomi possono essere associati all’affaticamento oculare?

L’affaticamento oculare può essere associato ad altri sintomi come: lacrimazione, bruciore agli occhi, fastidio alla luce (fotofobia), visione offuscata, visione sdoppiata, secchezza oculare, sensazione di corpo estraneo nell’occhio o mal di testa.  

Quali sono le cause dell’affaticamento oculare?

L’affaticamento oculare può dipendere dalla presenza di varie patologie, tra cui ci sono: astigmatismo, congiuntivite, cheratocono, ambliopia (occhio pigro), miopia, ipermetropia, presbiopia, retinopatia diabetica, retinoblastoma, strabismo e sindrome dell’occhio secco.  

Quali sono i rimedi contro l’affaticamento oculare?

Per curare l’affaticamento oculare è necessario individuarne la causa e intervenire su questa. In genere, per porre rimedio a questo disturbo si possono utilizzare: lacrime artificiali, occhiali e un’illuminazione adeguata.  

Affaticamento oculare, quando rivolgersi al proprio medico?

L’affaticamento oculare deve essere portata a conoscenza del proprio medico curante quando si è in presenza di una patologia a esso associabile, già diagnosticata.  

Area medica di riferimento per l’affaticamento oculare

In Humanitas Castelli Bergamo, l’area medica di riferimento per l’affaticamento oculare è il Centro Oculistico.

Bruciore agli occhi

Che cos’è il bruciore agli occhi?

Il bruciore agli occhi è un fastidioso senso di bruciore che colpisce l’interno e l’esterno degli occhi.  

Quali altri sintomi possono essere associati al bruciore agli occhi?

Nella maggior parte dei casi, il bruciore agli occhi si accompagna ad altri sintomi quali arrossamento, secrezioni oculari, prurito, lacrimazione, sensibilità alla luce (fotofobia), sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio e visione annebbiata.  

Quali sono le cause del bruciore agli occhi?

Il bruciore agli occhi può avere molte cause, anche molto differenti tra di loro. Anzitutto può essere causato dall’esposizione o dal contatto con sostanze in grado di irritare gli occhi come fumo, polveri, inquinamento, detergenti per la casa e trucchi per il viso. Può derivare anche da un utilizzo prolungato o non corretto di lenti a contatto o dall’impiego eccessivo di dispositivi retroilluminati (computer, tablet, smartphone, ecc.) che tendono tutti ad affaticare la vista. Infine, può essere provocato da varie patologie, tra le quali ci sono: congiuntivite, rosacea, sindrome dell’occhio secco, allergie, blefarite, uveite e irite.  

Quali sono i rimedi contro il bruciore agli occhi?

Per lenire il bruciore agli occhi bisogna intervenire sulle situazioni che ne sono all’origine arieggiando i locali, evitando l’impiego di trucchi o detersivi che possano essere irritanti, eliminando i fattori accidentali come fumo, polvere, ecc. Potrebbe inoltre essere di sollievo l’utilizzo di lacrime artificiali o l’applicazione di impacchi freddi sugli occhi. In alcuni casi più rari può essere utile un trattamento a base di antistaminici o antibiotici, a seconda della patologia che determina il bruciore.  

Bruciore agli occhi, quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora il bruciore agli occhi non si risolva nel giro di pochi giorni o si sia in presenza di una delle patologie associate sopra elencate, dovrà essere contattato il medico di fiducia.  

Area medica di riferimento per il bruciore agli occhi

In Humanitas Castelli Bergamo, l’area medica di riferimento per il bruciore agli occhi è il Centro Oculistico.  

Dolore oculare

Che cos’è il dolore oculare?

Il dolore oculare può essere generato da patologie collegate o non collegate all’occhio, ma comunque di natura oculare (come ad esempio un’infiammazione del nervo trigemino). Può essere intermittente o manifestarsi invece con continuità.  

Quali altri sintomi possono essere associati al dolore oculare?

Qualora il dolore oculare sia provocato da patologie collegate all’occhio, di solito si associa ad altri sintomi come occhi rossi, lacrimazione, gonfiore delle palpebre.  

Quali sono le cause del dolore oculare?

Il dolore oculare può avere come causa numerose patologie, oculari e no, tra le quali si possono includere: allergia da contatto, astigmatismo, biefarite (infiammazione alla palpebra), infiammazione del nervo trigemino, neurite ottica, orzaiolo, retinoblastoma, calazio, cefalea, cheratocono, congiuntivite, emicrania, glaucoma, herpes simplex, sindrome dell’occhio secco, sinusite, toxoplasmosi, ulcera corneale, uveite.  

Quali sono i rimedi contro il dolore oculare?

Per curare il dolore all’occhio è necessario individuare la patologia che ne sta alla base. Sono da evitare i rimedi fai-da-te; si consiglia pertanto di chiedere sempre il parere del proprio medico di fiducia.  

Dolore oculare, quando rivolgersi al proprio medico?

Il dolore oculare deve sempre essere sottoposto all’attenzione del proprio medico curante. Se deriva da traumi o ustioni è invece necessario ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.  

Area medica di riferimento per il dolore oculare

In Humanitas Castelli Bergamo, l’area medica di riferimento per il dolore oculare è il Centro Oculistico.  

Gonfiore palpebrale

Che cos’è il gonfiore palpebrale?

Il gonfiore palpebrale è un gonfiore che è causato da un accumulo di liquidi nei tessuti che circondano l’occhio. Può manifestarsi in un solo occhio o in tutti e due.  

Quali altri sintomi possono essere associati al gonfiore palpebrale?

Il gonfiore palpebrale può associarsi a vari altri sintomi come: dolore all’occhio, prurito all’occhio, infiammazione della congiuntiva, lacrimazione, problemi di vista, secchezza oculare, secrezioni oculari o arrossamento della palpebra.  

Quali sono le cause del gonfiore palpebrale?

Il gonfiore palpebrale può essere causato da varie situazioni che riguardano traumi, ustioni, allergie, abuso o uso inappropriato di lenti a contatto oltre a un certo numero di patologie. Tra queste ultime sono ricomprese: congiuntivite, glaucoma, cellulite orbitaria, ulcera corneale, dermatite seborroica, allergie alimentari, allergia da contatto, allergie respiratorie, ipertiroidismo, ipotiroidismo, herpes simplex, orzaiolo e rosacea.  

Quali sono i rimedi contro il gonfiore palpebrale?

Pe curare il gonfiore palpebrale occorre individuarne la causa e intervenire su questa. Le forme più leggere possono essere curate con medicinali da banco come colliri, quelle più complesse richiedono invece l’uso di pomate antibiotiche, acquistabili solo su presentazione di una ricetta medica. Se c’è allergia il medico può disporre l’utilizzo di colliri o di farmaci antistaminici da assumere per via orale. Se il gonfiore è invece causato da herpes o congiuntivite si potranno utilizzare colliri, farmaci antinfiammatori, antivirali o, nel caso, anche antibiotici.  

Gonfiore palpebrale, quando rivolgersi al proprio medico?

Se il gonfiore palpebrale è associato a dolore e perdura nel tempo è consigliabile rivolgersi al proprio medico curante. Se il gonfiore è derivato da un trauma, invece, è sempre meglio rivolgersi al pronto soccorso.  

Area medica di riferimento per il gonfiore palpebrale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il gonfiore palpebrale è il Centro Oculistico.

Infezione da Moraxella catarrhalis

Che cos’è l’infezione da moraxella catarrhalis?

Moraxella catarrhalis è un virus aerobico gram-negativo, noto anche come Micrococcus catarrhalis, Neisseria catarrhalis e Branhamella catarrhalis. Tale microrganismo produce un’endotossina che apparentemente è coinvolta nell’infezione e, a quanto pare, una proteina che può renderla particolarmente resistente. È una delle cause più frequenti dell’otite media e della sinusite nei bambini.  

Come viene contratta l’infezione da moraxella catarrhalis?

Probabilmente l‘infezione da Moraxella catarrhalis si contrae per contatto diretto con secrezioni contaminate. È possibile che il microbo colonizzi le vie respiratorie a qualsiasi età, ma l’infezione è più comune nei bambini. Sono stati anche riscontrati focolai di infezione in ospedale.  

Quali sono le malattie e i sintomi correlati all’infezione da Moraxella catarrhalis?

I sintomi dell’infezione da Moraxella catarrhalis possono variare a seconda degli apparati e delle strutture interessate. Il problema può essere correlato a: freddo, otite media, sinusite, polmonite cronica ostruttiva, asma e infezioni delle vie aeree inferiori, batteriemia. Più raramente si manifestano sintomi come: meningite, oftalmia neonatale, artrite settica, cheratite, infezioni delle vie urinarie, infezioni di ferite, congiuntivite, cellulite periorbitale, uretrite acuta, peritonite in pazienti dializzati. Le sue possibili complicazioni, invece, includono: ricadute, batteriemia e sepsi, meningite, mastoidite, perdita dell’udito, effusioni pleuriche, shock, decesso.  

Trattamento e cura dell’infezione da Moraxella catarrhalis

È infatti possibile trattare l’infezione catarrale di Moraxella con diversi antimicrobici. Si può scegliere il tipo di trattamento in base al tipo di somministrazione preferito, all’età del paziente, alla presenza di qualsiasi malattia e all’eventuale resistenza da parte del microbo. In realtà, numerosi ceppi resistenti agli antibiotici come la penicillina, l’amoxicillina e l’ampicillina sono resistenti a molti antibiotici. Sono inclusi tra gli ingredienti attivi più utilizzati per combattere l’infezione: amoxicillina in combinazione con acido clavulanico, le cefalosporine orali di seconda e terza generazione, trimetoprim in associazione con sulfametossazolo. Alternativamente si possono prescrivere azitromicina o claritromicina. Ulteriori trattamenti potenzialmente efficaci sono quelli basati sulla combinazione ciprofloxacina/desametasone o moxifloxacina. Il trattamento con la telitromicina è stato collegato a gravi effetti collaterali del fegato.  

Importante avvertenza

Le informazioni fornite sono di carattere generale e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere, consultare il proprio medico o il pronto soccorso.

Infezione da picornavirus

Che cosa sono le infezioni da picornavirus?

ll picornavirus è un virus che appartiene alla famiglia dei Picornaviridae. Si tratta dei microbi RNA che non hanno rivestimento lipidico e sono quindi resistenti all’etere, al cloroformio e all’alcol. Le radiazioni ionizzanti, il fenolo e la formaldeide, invece, possono rapidamente inattivarli. Nella famiglia dei Picornaviridae esistono due generi: enterovirus e rinovirus. Essi mostrano una morfologia identica, ma gli enterovirus sopravvivono in un intervallo di pH più ampio, e dopo una replicazione iniziale a livello di orofaringe sono in grado di resistere nello stomaco; tuttavia, il loro sito di replicazione preferito è l’intestino. I rinovirus, al contrario, sopravvivono bene nelle cavità nasali, ma vengono distrutti dall’acidità gastrica; il loro sito di replicazione preferito è la mucosa nasale. Gli enterovirus includono poliovirus, coxsackie ed echovirus. In aggiunta, la famiglia dei Picornaviridae comprende il virus dell’epatite A (HAV), diversi parechovirus e generi di virus che infettano vertebrati o artropodi non umani.  

Come si contraggono le infezioni da picornavirus?

Le infezioni da picornavirus possono essere acquisite sia per via aerea sia per via oro-fecale.  

Quali sono le malattie e i sintomi associati alle infezioni da picornavirus?

Tra le malattie e i sintomi che possono essere associati a infezioni da picornavirus ci sono: meningite asettica, encefalite, comune senso di freddo, afta epizootica delle mani e del piede, congiuntivite, herpangin, miosite, miocardite, epatite, poliomielite,  

Come si può curare un’infezione da picornavirus?

La terapia delle infezioni da picornavirus è determinata sulla base della sindrome associata. Purtroppo non sempre sono disponibili trattamenti antivirali specifici. In caso di paralisi associata alla polio può essere necessaria una ventilazione meccanica, intubazione o cateterizzazione; in caso di altre infezioni da enterovirus viene fornito un trattamento sintomatico e in alcuni casi può essere utile una terapia immunoglobulinica. Non è disponibile alcun trattamento specifico neanche per l’epatite A. Le persone affette da epatite A sono in genere raccomandate a seguire programmi dietetici e nei casi più gravi può essere necessario un ricovero ospedaliero o un trapianto di fegato. Il trattamento sintomatico delle infezioni da rinovirus viene effettuato con antipiretici, decongestionanti nasali e sedativi per la tosse e deve essere affrontato con riposo e corretta idratazione.  

Importante avvertenza

Le informazioni fornite sono di carattere generale e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico. In caso di malessere, consultare il proprio medico o il pronto soccorso.

Lacrimazione

Che cos’è la lacrimazione?

La lacrimazione è un aumento della secrezione delle lacrime causata da cause contingenti o da patologie, degli occhi ma non solo.  

Quali sono le cause della lacrimazione?

La lacrimazione può essere provocata da un forte dolore dovuto ad esempio a un trauma, da un particolare stato emotivo o da alcune patologie, tra le quali ci possono elencare: allergie respiratorie, astigmatismo, cefalea, orzaiolo, raffreddore, ulcera corneale, cheratocono, congiuntivite, couperose (rosacea).  

Quali sono i rimedi contro la lacrimazione?

Per individuare la cura è necessario individuare la causa che ne è alla base tramite una visita effettuata presso il proprio medico.  

Lacrimazione, quando rivolgersi al proprio medico?

La lacrimazione deve essere di solito analizzata dal medico qualora derivi da un forte trauma o quando sia associata a una delle patologie che possono esserne causa e che sia già diagnosticata.  

Area medica di riferimento per la lacrimazione

In Humanitas Castelli Bergamo, l’area medica di riferimento per la lacrimazione è il Centro Oculistico.  

Occhi arrossati

Che cosa sono gli occhi arrossati?

Gli occhi sono arrossati quando c’è una dilatazione dei vasi sanguigni che sono presenti nella sclera, cioè nella parte bianca dell’occhio. Può trattarsi di una condizione che si risolve da sé, senza che vi siano conseguenze, oppure può rappresentare una vera e propria patologia, soprattutto nei casi in cui questo disturbo sia associato ad altri sintomi.  

Quali altri sintomi possono associarsi agli occhi arrossati?

Agli occhi arrossati possono essere associati altri sintomi come prurito e dolore agli occhi, problemi alla vista, secrezione di liquidi verdognoli o giallastri, nausea, fotofobia e mal di testa.  

Quali sono le cause degli occhi arrossati?

Le cause degli occhi arrossati sono molteplici e possono essere esterne o interne. Tra le cause esterne ci sono l’aria troppo secca, l’esposizione eccessiva al sole, la presenza di polvere, il sottoporsi a sforzi particolarmente intensi, la presenza di corpi estranei nell’occhio, traumi o lesioni subite, comprese quelle provocate dall’uso di lenti a contatto. Tra le cause esterne ci possono essere anche colpi di tosse particolarmente violenti, in grado d provocare una piccola emorragia al di sotto della congiuntiva. Tra le cause interne ci sono invece varie patologie, tra cui: calazio, cefalea, allergie da contatto e respiratorie, glaucoma, orzaiolo, cheratocono, congiuntivite, presbiopia, pertosse, rosacea, uveite, sindrome dell’occhio secco e ulcera corneale.  

Quali sono i rimedi contro gli occhi arrossati?

Se gli occhi arrossati dipendono da uno sforzo la cura migliore è il riposo. Quando invece sono causati da una malattia o da un’infezione possono essere trattati con colliri contenenti antibiotici o altre cure specifiche, da valutare caso per caso.  

Occhi arrossati, quando rivolgersi al proprio medico?

Gli occhi arrossati devono essere segnalati al proprio medico quando perdurano per più di due-tre giorni o quando siano associati ai sintomi sopra elencati. La stessa attenzione deve essere prestata nel caso in cui il paziente stia osservando una terapia a base di farmaci anticoagulanti. In presenza di un corpo estraneo nell’occhio, invece, è necessario recarsi al più vicino Pronto Soccorso per ricevere le cure del caso.  

Area medica di riferimento per gli occhi arrossati

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per gli occhi arrossati è il Centro Oculistico.

Secchezza oculare

Che cos’è la secchezza oculare?

Si ha secchezza oculare quando l’occhio non è irrorato a sufficienza a causa di una lacrimazione insufficiente. Si tratta di una condizione che, se non curata a dovere, può provocare abrasioni sulla superficie dell’occhio.  

Quali altri sintomi possono essere associati alla secchezza oculare?

La secchezza oculare genera alcuni fastidi all’occhio sotto forma di bruciori, pruriti, affaticamento dopo la lettura oltra a un senso di fastidio quando si utilizzano lenti a contatto.  

Quali sono le cause della secchezza oculare?

Tra le prime cause della secchezza oculare c’è l’invecchiamento. Altre cause possono essere l’esposizione prolungata al sole, la sosta in un luogo troppo secco, il fumo di sigaretta (anche passivo), l’utilizzo di farmaci anti allergie e anti raffreddore, traumi subiti agli occhi, problemi con le lenti a contatto e l’avere subito interventi chirurgici. Tra le cause ci possono essere anche varie patologie, tra cui: congiuntivite, lupus erimatoso sistemico, artrite reumatoide, cirrosi biliare primitiva, sclerodermia, sindrome dell’occhio secco e sindrome di Sjögren.  

Quali sono i rimedi contro la secchezza oculare?

Il rimedio più immediato alla secchezza oculare è l’utilizzo di lacrime artificiali sotto forme di gocce o di crema. Utile è anche, soprattutto nella stagione invernale, tenere ben umidificati gli ambienti in cui si vive o lavora. Nel caso in cui siano presenti bruciore o fastidio è bene, in attesa di recarsi dal proprio medico, tenere gli occhi a riposo, cercando di sbattere le palpebre con una certa frequenza così da irrorare maggiormente la pupilla.  

Secchezza oculare, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione di secchezza oculare deve essere segnalata al proprio medico quando perdura per alcuni giorni, quando ci sia presenza di dolore o gli occhi siano arrossati, quando ci siano perdite dalle palpebre, quando ci sia gonfiore, dolore e rigidità delle articolazioni, quando ci sia secchezza della bocca.  

Area medica di riferimento per la secchezza oculare

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la secchezza oculare è il Centro Oculistico.

Secrezione oculare

Che cosa si intende con secrezione oculare?

La secrezione oculare è una perdita eccessiva di pus o siero dall’occhio. Una minima quantità di siero – che è composto da cellule, sostanze oleose,  muco e scorie varie – viene normalmente espulsa dall’occhio e ha una funzione protettiva dell’organo della vista. Il problema si verifica quando le secrezioni aumentano e cambiano di colore, indicando, nella maggior parte dei casi la presenza di un’infezione oculare o altre malattie. La secrezione oculare è un problema che può riguardare tutti gli individui, a tutte le età, anche quella neonatale.  

Quali sono le malattie associabili alla secrezione oculare?

Tra le malattie che possono causare una secrezione oculare si possono ricomprendere: artrite reumatoide, blefarite, sindrome dell’occhio secco, ulcera corneale, calazio, cheratite, congiuntivite, dermatite seborroica, orzaiolo, sclerosi sistemica.  

Quali sono i rimedi contro la secrezione oculare?

Per curare la secrezione oculare è necessario individuarne la causa e intervenire su di quella.  

Secrezione oculare, quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora il disturbo aumenti, la secrezione cambi il suo colore e il problema si mantenga per lungo tempo, è il caso di rivolgersi al proprio medico curante o a uno specialista oculista allo scopo di verificare la natura e l’evoluzione del disturbo.  

Area medica di riferimento per la secrezione oculare

In Humanitas Castelli Bergamo, l’area medica di riferimento per la secrezione oculare è il Centro Oculistico.  

Vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)

N.B. Questa è una pagina a scopo informativo, nessun vaccino viene effettuato in Humanitas Castelli  

Che cos’è il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)?

Il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia fornisce protezione contro queste tre malattie attraverso la somministrazione di virus vivi ma inoffensivi, tali da attivare le difese dell’organismo senza che vi sia sviluppo di queste malattie. Il morbillo è una patologia infettiva altamente contagiosa dovuta al virus del morbillo e si trasmette attraverso goccioline di saliva o secrezioni del naso, della bocca e della gola. La febbre, la congiuntivite e la faringite sono seguite da un’eruzione cutanea che si diffonde da dietro le orecchie in tutto il corpo. Il morbillo in alcuni casi può causare complicazioni, soprattutto nei bambini sotto i cinque anni e nelle persone sopra i vent’anni. La parotite, comunemente chiamata orecchioni, è anch’essa una malattia infettiva contagiosa causata da un virus. Coinvolge principalmente le prime vie aeree e le ghiandole salivari. L’infezione è causata dalla saliva infetta. A sintomi non specifici (mal di testa, febbre, malessere) seguono dolori alle orecchie e alla parotide (alla mascella). Le parotidi poi si gonfiano, da cui il nome parotite. La rosolia è una patologia infettiva causata dal Rubivirus, è contagiosa e si trasmette attraverso le goccioline di saliva infette emesse parlando, starnutendo o tossendo. Questo virus si trova in vari tessuti del corpo, compresi i linfonodi. Si manifesta con un’eruzione cutanea che da dietro le orecchie raggiunge il viso e poi si diffonde a tutto il collo.  

Come funziona il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)?

Il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia è composto da virus vivi ma innocui e per questo può stimolare le difese dell’organismo ma non causare la malattia. È disponibile anche un vaccino combinato che include sia i componenti MPR che il vaccino contro la varicella. Il vaccino MPRV può essere somministrato ai bambini e ai dodicenni al posto dei due vaccini individuali.  

Quando effettuare il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)?

Il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia è raccomandato nei neonati. Si somministra per via sottocutanea in due dosi: la prima dose tra i 12 e i 15 mesi di età, la seconda dose intorno ai 5-6 anni.  

Effetti collaterali del vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)

In seguito alla somministrazione del vaccino anti morbillo-parotite-rosolia, possono verificarsi dolore, gonfiore e arrossamento nel sito di iniezione. Dopo 6-14 giorni dal vaccino, in alcuni casi, possono manifestarsi febbre, lieve eruzione cutanea, gonfiore del viso o della nuca. Come per tutti i vaccini, possono verificarsi gravi reazioni allergiche. Tuttavia, si tratta di un evento del tutto raro.

Vitamina B2 (riboflavina)

Che cos’è la vitamina B2 (riboflavina)

La vitamina B2 fa parte di quelle cosiddette idrosolubili; queste non possono essere accumulate nell’organismo, ma devono essere regolarmente assunte attraverso l’alimentazione.  

A che cosa serve la vitamina B2?

Come la vitamina B1, anche la vitamina B2 riveste un ruolo fondamentale nella sintesi di tutti i processi energetici. La sua pecularietà è pertanto quella di rilasciare al corpo l’energia giusta per il regolare svolgimento delle attività quotidiane.  

In quali alimenti è presente la vitamina B2?

La vitamina B2 è presente nelle uova, nel latte e nei suoi derivati – in particolare nei formaggi – nel lievito di birra oltre che nel fegato e nei vegetali con le foglie verdi.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina B2?

Il fabbisogno giornaliero di vitamina B2 viene calcolato in base alle calorie introdotte, secondo un rapporto che richiede 0,6 mg di vitamina B2 ogni 1.000 Kcal.  

Carenza di vitamina B2

La carenza di vitamina B2 provoca nei bambini un arresto della crescita e in generale un rallentamento dei processi di assimilazione degli alimenti (specie di quelli lipidici). I sintomi della carenza di questa vitamina sono uno stato generale di inappetenza, una debolezza muscolare, tachicardia, anemia e anche dei problemi oculari quali cataratta, congiuntivite e opacità delle lenti.  

Eccesso di vitamina B2

Non si registrano problemi causati da un’eccessiva assunzione di vitamina B2 perché le dosi eccedenti vengono eliminate dal nostro organismo – in tempi molto rapidi rispetto all’assunzione – per via urinaria.  

È vero che la vitamina B2 è sensibile alla luce e alla cottura?

Sì, la vitamina B2 è sensibile ai raggi solari. Per questo motivo sarebbe meglio che il latte e i suoi derivati fossero sempre commercializzati e distribuiti in involucri che siano capaci di proteggere il contenuto dalla luce. Anche la cottura prolungata, con un uso eccessivo di acqua, determina una dispersione di vitamina B2, soprattutto di quella contenuta negli alimenti di origine vegetale.