Articolazioni

Che cosa sono le articolazioni?

Le articolazioni sono le strutture che assicurano una connessione tra due o più superfici ossee attraverso vari elementi: tessuto fibroso, tessuto cartilagineo, capsule, legamenti e membrane.  

Come sono strutturate le articolazioni e qual è la loro funzione?

Le articolazioni possono avere varie tipologie a seconda dei movimenti che consentono alle ossa collegate da esse:

Articolazioni semimobili

Che cosa sono le articolazioni semimobili?

Le articolazioni semimobili, o anfiartrosi, sono le articolazioni del corpo umano che sono caratterizzate da un movimento limitato. La principale articolazione semimobile del nostro organismo è la colonna vertebrale.  

Come sono strutturate le articolazioni semimobili?

Le articolazioni semimobili sono costituite da ossa rivestite di cartilagine e unite da legamenti interossei e periferici che consentono l’esecuzione di alcuni, limitati, movimenti.  

Qual è la funzione delle articolazioni semimobili?

Le articolazioni semimobili consentono, per la loro struttura, alcuni limitati movimenti.

Ipoestesia

Che cos’è l’ipoestesia?

L’ipoestesia è una condizione medica che si caratterizza per la riduzione parziale o totale della sensibilità nelle sue diverse forme (termica, tattile e dolorifica). La causa è in genere da ricercarsi nella presenza di lesioni che interessano il sistema nervoso (sia periferico che centrale). L’ipoestesia per cause nervose periferiche si manifesta nella lesione di uno o più nervi periferici (neuropatie) e dei gangli sensoriali. L’ipoestesia per cause nervose centrali si manifesta in caso di patologie che interessano sia la colonna vertebrale sia il midollo spinale, oltre che in caso di alcune lesioni a carico del talamo. Può anche essere provocata dall’effetto di farmaci anestetici.  

Quali malattie si possono associare all’ipoestesia?

Tra le patologie che possono essere associate all’ipoestesia ci sono le seguenti: sclerosi multipla, ustioni, lebbra.  

Quali sono i rimedi contro l’ipoestesia?

Al fine di poter approntare un trattamento mirato alla risoluzione dell’ipoestesia è importante capire quale sia la causa che è all’origine del disturbo e agire su questa.  

Con l’ipoestesia quando rivolgersi al proprio medico?

Poiché l’ipoestesia può essere sintomo di patologie importanti, nel caso di sua manifestazione è opportuno rivolgersi sempre al proprio medico per un consulto.

Midollo spinale

Che cos’è il midollo spinale?

Il midollo spinale è una struttura che appartiene al sistema nervoso centrale e mette in comunicazione il cervello con il resto dell’organismo. Tramite i nervi spinali, esso conduce le informazioni verso gli altri organi e le altre parti del corpo e invia al cervello i segnali che provengono dal resto dell’organismo.  

Com’è fatto il midollo spinale?

Il midollo spinale può essere visto come una colonna di fibre nervose che, scorrendo all’interno della colonna vertebrale, connette il cervello con il resto dell’organismo. Largo circa 1-1,5 cm e lungo da 40 a 50 cm, inizia a livello del cosiddetto forame magno (o foro occipitale, un’apertura che è localizzata alla base della scatola cranica) e termina al livello della prima o della seconda vertebra lombare. È costituito da una sostanza esterna bianca (formata dai prolungamenti dei neuroni) e da una sostanza interna grigia (formata dai corpi dei neuroni) ed è suddiviso in quattro regioni (cervicale, toracica, lombare e sacrale) ognuna delle quali è costituita da più segmenti, dai quali si dipartono in totale 31 coppie di nervi spinali contenenti ognuno fibre nervose motorie e fibre nervose sensoriali. A partire dalla seconda vertebra lombare, esso si divide in diversi gruppi di fibre che costituiscono i nervi che si dirigono verso la metà inferiore del corpo. Questo fascio di nervi viaggia, ancora per un tratto, all’interno della colonna vertebrale prendendo il nome di cauda equina, per quindi uscirne a mezzo di un forame neurale. Il midollo spinale è circondato da una membrana, la dura madre, che forma una specie di sacchetto protettivo al cui interno scorre il liquido cerebrospinale.  

A che cosa serve il midollo spinale?

Il midollo spinale appartiene al sistema nervoso centrale ed è la struttura che collega il cervello con il resto dell’organismo: i nervi che originano dal midollo spinale, fuoriuscendo da piccole aperture localizzate tra le vertebre (i forami), si connettono con le parti specifiche dell’organismo. Proprio per tale motivo, danni al midollo spinale possono determinare delle paralisi di alcune aree del corpo e non in altre. I nervi della zona cervicale sono diretti verso la parte superiore del petto e verso le braccia. Quelli della zona toracica innervano invece il petto e l’addome. Quelli della zona lombare sono dirette verso l’intestino, la vescica urinaria e le gambe. Nel loro insieme tutte queste fibre nervose controllano e coordinano le diverse parti del corpo, i muscoli e gli organi. I nervi portano anche i segnali elettrici dalla periferia del corpo, sin nel cervello. Ciò consente di percepire le sensazioni più diverse, dal dolore al caldo. Anche i danni ai nervi possono scatenare sensazioni (come dolore, formicolio o intorpidimento) all’interno delle  zone in cui scorrono.

Tetraplegia

Che cos’è la tetraplegia?

La tetraplegia è una paralisi che coinvolge tutti e quattro gli arti e il torso. Di solito la paralisi riguarda non solo il movimento ma anche i sensi. Alla sua base c’è un danno cerebrale o al midollo spinale. In questo secondo caso il problema si localizza nella parte cervicale (parte alta) della colonna vertebrale (tra le vertebre C1 e C7). La conseguenza è una perdita – totale o parziale – della funzione delle braccia e delle gambe. È ad esempio possibile che un tetraplegico riesca a muovere le braccia ma non le dita. Il problema può essere associato a complicazioni come problemi respiratori, perdita del controllo di vescica e intestino, dolore, trombi, ulcere e spasmi muscolari.  

Quali malattie si possono associare a tetraplegia?

Tra le patologie associabili alla tetraplegia ci sono la rabbia, la sclerosi multipla e la poliomielite. Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di sintomi persistenti.  

Quali sono i rimedi contro la tetraplegia?

La terapia migliore dipende dai bisogni specifici del singolo paziente, dalla natura e dalla gravità della situazione. L’obiettivo finale è quello di prevenire ulteriori danni e consentire a chi convive con il problema di condurre una vita attiva e produttiva nei limiti che sono imposti dalla sua condizione. Il trattamento serve di solito a rimediare alla perdita di sensibilità e di funzionalità degli arti e alla perdita o alla riduzione della funzionalità di altri organi. I danni provocati al di sopra della vertebra C4 possono ad esempio richiedere l’utilizzo di un apparecchio per respirare.  

Con tetraplegia quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di tetraplegia sono necessari regolari controlli clinici. Qualora si perda all’improvviso l’uso degli arti è ovviamente opportuno rivolgersi immediatamente al pronto intervento.

Vertebre

Che cosa sono le vertebre?

Le vertebre sono le ossa che costituiscono la colonna vertebrale. Oltre a sostenere l’intero organismo, formano il canale all’interno del quale scorre il midollo spinale. Danneggiamenti alla loro struttura o a quella dei dischi intervertebrali che le separano possono condurre a seri problemi di salute (che variano dalla scoliosi alle ernie).  

Come sono fatte le vertebre?

Le vertebre sono 33 ossa che – impilate le une sulle altre – vanno a formare la colonna vertebrale. A seconda della loro localizzazione, si distinguono sette vertebre cervicali, dodici toraciche e cinque lombari. A queste si aggiungono altre cinque vertebre fuse fra di loro a livello dell’osso sacro e quattro vertebre coccigee, che talvolta possono anch’esse essere fuse. Ogni vertebra è costituita nella parte anteriore da un corpo vertebrale e in quella posteriore da archi neurali che delimitano una cavità (il cd. forame intervertebrale) attraverso il quale passa il midollo spinale. I due archi neurali si uniscono posteriormente andando a formare il processo spinoso. Da ogni arco neurale sporge invece, in senso laterale, un processo trasverso. Ogni arco neurale si suddivide in più parti: quella compresa tra il processo spinoso e il processo trasverso è la lamina, mentre quella situata tra il processo trasverso e il corpo vertebrale è il peduncolo. Al punto di incontro di lamina e peduncolo si trovano le cosiddette faccette articolari, che sono le due parti superiori di una vertebra formanti un’articolazione con le due inferiori della vertebra successiva. Tale struttura può presentare delle varianti a seconda della regione della colonna vertebrale esaminata. Il processo spinoso delle vertebre cervicali, ad esempio, è bifido e nei processi trasversi delle vertebre è situato un foro in cui scorrono l’arteria e la vena vertebrali. La prima vertebra cervicale, invece, non ha il corpo, mentre la seconda è fornita del cosiddetto processo odontoideo. Anche alcune vertebre lombari hanno più processi rispetto alle altre. Le vertebre toraciche si caratterizzano invece per la presenza di faccette che le consentono di articolarsi con le costole. Infine, le vertebre del sacro hanno una forma particolare dovuta alla loro fusione e sono fornite di fori tramite cui scorrono i rami anteriore e posteriore dei nervi spinali.  

A che cosa servono le vertebre?

Indipendentemente dalla loro localizzazione, tutte le vertebre svolgono tre funzioni di base:
  • il corpo vertebrale sopporta il peso corporeo e resiste alla compressione e al carico
  • gli archi vertebrali costituiscono il canale attraverso cui scorre il midollo spinale
  • i processi trasversi servono, infine, come punti di attacco per i muscoli.