Eiaculazione dolorosa

Che cos’è l’eiaculazione dolorosa?

L’eiaculazione dolorosa è una condizione in cui l’emissione dello sperma è associata a bruciore e dolore nell’area del perineo (la zona compresa tra i genitali e l’ano) o dello sbocco dell’uretra. Può essere associato a un fastidio a livello testicolare e compromettere il piacere sessuale.  

Quali malattie si possono associare all’eiaculazione dolorosa?

Tra le patologie che possono essere associate all’eiaculazione dolorosa ci sono: infezioni, ipertrofia prostatica benigna, orchite, prostatite, cancro alla prostata, disturbi psicologici, epididimite. Si rammenta come questo non sia un elenco esaustivo e che è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia nel caso di persistenza dei sintomi.  

Quali sono i rimedi contro l’eiaculazione dolorosa?

Il rimedio più adatto per trattare l’eiaculazione dolorosa dipende dalla sua causa. In caso di prostatite, ad esempio, può essere utile l’assunzione di miorilassanti, di analgesici, di alfa-bloccanti o di antinfiammatori. Le infezioni possono invece richiedere l’impiego di antivirali o di antibiotici. Qualora invece non si riesca a ricondurre il sintomo a un problema fisico possono essere utili approcci psicologici o comportamentali. Può ad esempio essere utile un counseling, oppure imparare tecniche tese al rilassamento dei muscoli pelvici.  

Con eiaculazione dolorosa quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora si presenti tale dolore, è sempre bene rivolgersi al medico al fine identificare la causa alla base del problema.

Pollachiuria

Che cos’è la pollachiuria?

La pollachiuria, in ambito medico, è un aumento della frequenza della minzione nell’arco delle 24 ore senza che aumenti necessariamente anche il volume totale dell’urina emessa. Il termine deriva dal greco pollaki(s) che significa “spesso”, con “-uria” (suffisso che rimanda alla parola “urina”). In alcuni casi può essere accompagnata da altri sintomi come bruciore e dolore, soprattutto all’atto della minzione.  

Quali malattie si possono associare pollachiuria?

Alla pollachiura possono essere associate varie patologie, tra cui: colite, ipertrofia prostatica benigna, trichomonas, tumore dell’ovaio, ansia, calcoli renali, cancro alla prostata, cancro della vescica, cistite, colica renale.  

Quali sono i rimedi contro la pollachiuria?

Poiché le condizioni mediche che possono provocare la pollachiuria sono tante e tutte diverse tra loro, al fine di sottoporsi a un trattamento mirato è necessario individuare la causa medica che ne è alla base.  

Con la pollachiuria quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di pollachiuria è sempre raccomandabile rivolgersi al proprio medico di fiducia per avere un consulto.

Priapismo

Che cos’è il priapismo?

Il priapismo è la condizione per cui il pene, l’organo sessuale maschile, rimane in erezione per un tempo superiore alle 4 ore. Può essere di due diversi tipi:
  • ischemico, in cui il pene rimane rigido per l’incapacità di defluire del sangue
  • non ischemico, quando c’è un flusso eccessivo di sangue nel pene, che assume una posizione eretta senza essere rigido.
 

Quali altri sintomi possono essere associati al priapismo?

Al priapismo possono essere collegati altri sintomi come dolore e non eccitamento.  

Quali sono le cause del priapismo?

La causa del priapismo non è sempre facilmente individuabile. Può essere conseguenza dell’assunzione di alcuni farmaci come antidepressivi, anticoagulanti, farmaci contro le psicosi o contro le disfunzioni erettili. Può derivare anche dall’uso di droghe o alcol, da traumi o da avvelenamenti. Può inoltre essere associato a varie patologie, come anemia, leucemia, prostatite, uretrite, cistite, cancro alla prostata, ipertrofia prostatica benigna.  

Quali sono i rimedi contro il priapismo?

La cura del priapismo ischemico consiste nel consentire il regolare drenaggio del sangue all’interno del pene, condizione che può essere raggiunta attraverso un intervento in anestesia locale associato a un’iniezione di farmaci nel pene. Se un intervento di questo tipo non permette di raggiungere risultati positivi può essere necessario dover intervenire con un intervento chirurgico finalizzato a favorire il deflusso del sangue. Il priapismo non ischemico in molti casi non richiede alcuna cura se non l’applicazione di ghiaccio o una specifica pressione da applicare a livello del perineo. Un intervento chirurgico può essere necessario solo nelle situazioni più gravi, con il fine di bloccare il flusso del sangue nel pene o riparare arterie e tessuti eventualmente danneggiati dalla situazione. Nel caso in cui la causa sia una specifica patologia, la cura del priapismo passerà dalla cura di quella patologia.  

Priapismo, quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di priapismo, cioè di un’erezione protratta per più di 4 ore consecutive è necessario rivolgersi al pronto soccorso per verificare che non vi siano state lesioni a tessuti, situazione che potrebbe provocare una futura disfunzione erettile.  

Area medica di riferimento per il priapismo

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il priapismo è l’Unità Operativa di Urologia.

Sangue nello sperma (emospermia)

Che cos’è il sangue nello sperma?

Il sangue nello sperma, conosciuto in gergo medico col nome di emospermia, è un evento raro associato alla rottura di alcuni vasi sanguigni lungo il tragitto che viene percorso dallo sperma prima di essere eiaculato.  

Quali sono le cause del sangue nello sperma?

Le cause della rottura dei vasi sanguigni che provoca sangue nello sperma possono essere differenti, ma spesso non è possibile identificarle nel loro caso specifico. Prima dei 40 anni di età è probabile che si tratti di un’infezione; in tal caso il sangue nello sperma può essere associato a sintomi come difficoltà nella minzione, sangue nelle urine, febbre, dolore ai genitali o mentre si urina. A partire dai 40 anni non si può però escludere – sebbene raramente – che alla base del problema ci possa essere un cancro, in particolare alla prostata. Altre possibili cause sono fragilità dei vasi sanguigni, condizioni come l’emofilia, la trombocitopenia o la tubercolosi, la brachiterapia, un’astinenza sessuale prolungata o rapporti sessuali molto vigorosi, interventi come biopsie alla prostata o una vasectomia, prostatiti e traumi ai testicoli. La presenza di sangue dello sperma può essere altresì un effetto collaterale dell’assunzione dell’anticoagulante Warfarin.  

Quali malattie si possono associare a sangue nello sperma?

Tra le patologie che si possono associare a sangue nello sperma ci sono: epididimite, infezioni (clamidia, gonorrea, herpes genitale), iperplasia prostatica benigna, malattia di Von Willebrand, tubercolosi, tumore ai testicoli, tumore alla prostata, tumore della vescica, amiloidosi, cisti o polipi alla vescica, all’uretra o alla prostata, emofilia, orchite, schistosomiasi, trombocitopenia. Si ricorda come questo non sia un elenco esaustivo e che in caso di sintomi persistenti sarebbe sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia.  

Quali sono i rimedi contro il sangue nello sperma?

Nella maggior parte dei casi il problema legato al sangue nello sperma scompare da solo. In casi più rari è necessaria una terapia specifica che solo il curante, successivamente a un’accurata diagnosi, può stabilire. Potrebbe essere ad esempio necessario assumere medicinali per controllare eventuali infezioni, sottoporsi a trattamenti antitumorali o a interventi per asportare masse tumorali.  

Con sangue nello sperma quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di sangue nello sperma è opportuno rivolgersi al medico se si hanno almeno 40 anni, qualora il disturbo sia  associato ad altri sintomi (come febbre, dolore ai genitali o durante la minzione o l’eiaculazione, difficoltà a urinare o sangue nelle urine) o in presenza di fattori di rischio come una storia di cancro, problemi di traumi, coagulazione, malformazioni genitali o urinarie o rapporti a rischio di infezioni sessualmente trasmissibili o infine qualora se il problema persista per più di 3-4 settimane.