Arancia

L’arancia è il frutto prodotto dalla pianta dell’arancio, originaria dell’Asia e appartenente al genere Citrus. Ne esistono varietà dolci (citrus sinensis) e varietà amare (citrus aurantium).  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’arancia?

100 grammi di polpa di arancia offrono un apporto di circa 34 calorie, ripartite in questo modo: 87% carboidrati, 8% proteine e 5% lipidi. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare arance?

Il consumo di arancia deve essere evitato quando si assumono ACE inibitori oppure quando si sta seguendo una cura a base di farmaci antidiuretici, per evitare che vi sia un aumento incontrollato di potassio nell’organismo.  

Quali sono i possibili benefici dell’arancia?

Nell’arancia sono presenti molti antiossidanti, soprattutto la vitamina C che ha spiccate capacità antinfiammatorie, antitumorali, promuove il buon funzionamento del sistema immunitario e contribuisce a diminuire l’incidenza delle infezioni da Helicobacter pylori. I flavonoidi esercitano azione anticoagulante mentre le fibre aiutano a contrastare il colesterolo cattivo e a favorire il buon funzionamento dell’intestino. Si ritiene inoltre che il succo d’arancia sia ottimo per ridurre il rischio di artrite reumatoide e di calcoli renali.  

Quali sono le controindicazioni dell’arancia?

Non si conoscono controindicazioni al consumo di arance.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Carne di agnello

L’agnello è il figlio della pecora che ha già superato lo svezzamento – fino a quel momento si parla di abbacchio – ma ha ancora un’età inferiore all’anno. La carne di agnello è tenera e molto adatta al consumo alimentare, soprattutto a quello dei bambini.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della carne di agnello?

100 grammi di carne d’agnello offrono un apporto di circa 103 calorie. Nella stessa quantità sono inoltre presenti (tenendo comunque conto che i valori nutrizionali possono variare a seconda dei tagli di carne):  

Quando non bisogna mangiare carne di agnello?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di carne di agnello e l’assunzione di farmaci o di altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici della carne di agnello?

La carne di agnello è magra, poco calorica ed è ricca di proteine dall’alto valore biologico. Buona è la presenza di ferro, minerale che è utile per il trasporto dell’ossigeno agli organi e tessuti dell’organismo; lo zinco è essenziale per lo sviluppo sessuale e per la crescita dei tessuti; il potassio è utile al buon funzionamento di muscoli e cuore e per la trasmissione degli impulsi nervosi.  

Quali sono le controindicazioni della carne di agnello?

Come altre carni, la carne di agnello è ricca di purine, sostanze che possono generare l’insorgenza di patologie come la gotta o come i calcoli renali. Il suo consumo è pertanto sconsigliato a chi già soffre di queste patologie.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Dolore addominale

Che cos’è il dolore addominale?

Il dolore addominale un dolore che viene avvertito a livello della cavità addominale, cioè tra il bacino e l’inizio delle costole. Questa tipologia di dolore può essere continua o presentarsi sotto forma di contrazioni intermittenti e ripetute (spasmi); si avranno quindi momenti di dolore intenso alternati ad altri di assenza del disturbo.  

Quali altri sintomi possono essere associati al dolore addominale?

Il dolore addominale si accompagna frequentemente ad altri sintomi come vomito, nausea, brontolii, flatulenza e eruttazioni.  

Quali sono le cause del dolore addominale?

Alla base del dolore addominale possono esservi molte cause, come traumi o malattie, tra le quali si possono includere: aneurisma aortico, angina addominale, angina pectoris, appendicite, calcoli renali, celiachia, colica renale, colite, endometriosi, occlusione intestinale, pancreatite, prostatite, rettocolite ulcerosa, sindrome dell’intestino irritabile, tumori ai testicoli, alla vescica urinaria, al fegato, al pancreas e al colon-retto, varicella, epatite, fibrosi cistica, gastroenterite, gonorrea, infarto miocardico, intolleranza al lattosio, intolleranze alimentari, leucemia, lupus erimatoso sistemico, morbo di Crohn.  

Quali sono i rimedi contro il dolore addominale?

Per curare il dolore addominale sarà necessario risalire alla sua causa e intervenire su di questa. Nel frattempo un valido rimedio può essere il riposo, condizione che è in grado di lenire il sintomo e favorire una pronta ripresa.  

Dolori addominali, quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora il dolore addominale derivi da un trauma o quando chi ne soffra sia a rischio di una delle patologie associate (tra le quali ci sono quelle sopra elencate), sarà necessario rivolgersi al proprio medico.  

Unità Operativa di riferimento per il dolore addominale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il dolore addominale è il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Dolore testicolare

Che cos’è il dolore testicolare?

Il dolore testicolare è una sensazione dolorosa che riguarda i testicoli o lo scroto (la sacca che contiene i testicoli); può irradiarsi anche in aree vicine, come l’inguine e l’addome. Il dolore ai testicoli può essere di duplice natura:
  • temporaneo, qualora sia causato da problemi per lo più esterni come urti, abbigliamento troppo aderente, infiammazioni e pressioni
  • prolungato, solitamente di origine patologica.
 

Quali sono le cause del dolore testicolare?

Tra le patologie che possono associarsi al dolore testicolare, vi sono: idrocele, neuropatia diabetica, orchite, prostatite, tumore ai testicoli, calcoli renali, ernia inguinale, torsione testicolare, varicocele.  

Quali sono i rimedi contro il dolore testicolare?

Per curare il dolore testicolare occorrerà individuare e intervenire sulla causa esterna o patologica che ne è alla base. Il dolore in alcuni casi può essere alleviato mediante l’assunzione di antinfiammatori o applicando degli impacchi freddi. Meglio altresì evitare abiti troppo aderenti.  

Dolore testicolare, quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora il dolore testicolare sia particolarmente intenso ed è conseguenza di un trauma o di una contusione, sarà indispensabile recarsi in Pronto Soccorso per ricevere le cure d’urgenza che siano ritenute necessarie. Il presidio di Pronto Soccorso deve essere coinvolto soprattutto nel caso vi sia una cosiddetta torsione testicolare, condizione che può rappresentare un pericolo grave per la salute dell’apparato riproduttivo. Il dolore testicolare deve essere portato urgentemente alla conoscenza del proprio medico nei seguenti casi:
  • qualora sia particolarmente intenso e acuto,
  • se dura per più di un’ora,
  • qualora nello scroto si avverta la presenza di un nodulo,
  • se lo scroto risulta gonfio o grosso
  • se il sintomo è associato a febbre, nausea o vomito.
 

Area medica di riferimento per il dolore testicolare

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il dolore testicolare è l’Unità Operativa di Urologia.

Lamponi

I lamponi sono i frutti delle piante del genere Rubus della famiglia delle Rosaceae. Rossi e succosi, nel mondo ne crescono più di 200 differenti specie. In Italia maturano da maggio a ottobre.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dei lamponi?

100 grammi di lamponi offrono un apporto di circa 34 calorie, distribuite in questo modo: 72% carboidrati, 16% lipidi e 12% proteine. Nella stessa quantità sono inoltre presenti: I lamponi sono inoltre una buona fonte di fitonutrienti come flavonoidi, flavanoli, antocianine, acidi idrossicinnamici e acidi idrossibenzoici, glicosidi dei flavonoidi.  

Quando non bisogna mangiare lamponi?

Il consumo di lamponi può interferire con l’assunzione di farmaci ossazolidinomi, come ad esempio il linezolid.  

Quali sono i possibili benefici dei lamponi?

I lamponi sono in grado di aumentare il metabolismo delle cellule adipose e per questo sono indicati per chi è in uno stato di obesità. Ricch di molecole antiossidanti e antinfiammatorie, sono considerati frutti dalle proprietà antitumorali. Contengono inoltre gli ellagitannini che si ritiene inducano la morte delle cellule tumorali. Si ritiene inoltre che siano in grado di agevolare il controllo degli zuccheri presenti nel sangue da parte dell’organismo.  

Quali sono le controindicazioni dei lamponi?

I lamponi contengono ossalati che, se assunti in dosi eccessive, possono contribuire ad agevolare la formazione di calcoli renali.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Pollachiuria

Che cos’è la pollachiuria?

La pollachiuria, in ambito medico, è un aumento della frequenza della minzione nell’arco delle 24 ore senza che aumenti necessariamente anche il volume totale dell’urina emessa. Il termine deriva dal greco pollaki(s) che significa “spesso”, con “-uria” (suffisso che rimanda alla parola “urina”). In alcuni casi può essere accompagnata da altri sintomi come bruciore e dolore, soprattutto all’atto della minzione.  

Quali malattie si possono associare pollachiuria?

Alla pollachiura possono essere associate varie patologie, tra cui: colite, ipertrofia prostatica benigna, trichomonas, tumore dell’ovaio, ansia, calcoli renali, cancro alla prostata, cancro della vescica, cistite, colica renale.  

Quali sono i rimedi contro la pollachiuria?

Poiché le condizioni mediche che possono provocare la pollachiuria sono tante e tutte diverse tra loro, al fine di sottoporsi a un trattamento mirato è necessario individuare la causa medica che ne è alla base.  

Con la pollachiuria quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di pollachiuria è sempre raccomandabile rivolgersi al proprio medico di fiducia per avere un consulto.

Potassio

Cos’è il potassio?

Il potassio è un macroelemento, ossia uno dei minerali maggiormente presenti nell’organismo. Si tratta infatti del principale minerale presente nelle cellule e in un individuo adulto ne sono presenti circa 180 g.  

A cosa serve il potassio?

All’interno dell’organismo il potassio è coinvolto in vari fenomeni. Partecipa alla contrazione muscolare, inclusa quella del cuore, contribuisce alla regolazione dell’equilibrio dei liquidi e dei minerali all’interno e all’esterno delle cellule e aiuta a mantenere la pressione nella norma, attenuando gli effetti del sodio. Inoltre, può ridurre il rischio di calcoli renali ricorrenti e il calo di tessuto osseo durante l’invecchiamento.  

In quali alimenti è presente il potassio?

Il potassio è presente in tutti gli alimenti, ma ne sono particolarmente ricchi i vegetali freschi poco trasformati, poiché la lavorazione può modificare il contenuto di potassio. Le principali fonti di questo minerale sono frutta, verdura e legumi, soprattutto verdure a foglia verde, pomodori, cetrioli, zucchine, melanzane, zucca, patate, carote, fagioli e frutta secca. In quantità minori è anche presente nei prodotti lattiero-caseari, nelle carni rosse, nel pollame e nel pesce.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di potassio?

Per gli adulti, un consumo giornaliero di potassio di 2 g è considerato adeguato.  

Quali sono le conseguenze di una carenza di potassio?

La mancanza di potassio è considerata come un evento molto raro, ma le conseguenze sono debolezza muscolare, ritmo cardiaco irregolare, sbalzi d’umore, nausea, vomito.  

Quali sono le conseguenze di un eccesso di potassio?

Il corretto funzionamento dei reni permette di smaltire il potassio in eccesso. In caso di insufficienza renale e di assunzione di alcuni farmaci si può tuttavia verificare un’ipercalemia, cioè un eccesso di potassio nel sangue. Tra le conseguenze più frequenti di questa situazione ci sono debolezza, rallentamento del battito cardiaco e pericolose aritmie.  

È vero che aumentare l’assunzione di potassio aiuta ad abbassare la pressione sanguigna?

Livelli bassi di potassio sono stati associati ad alta pressione sanguigna e malattie cardiovascolari. Un incremento del suo consumo, se associato a una riduzione dell’assunzione di sodio, può ridurre il rischio di eventi avversi ai danni al cuore e alle arterie. Tuttavia, non vi sono attualmente prove attendibili dell’utilità dell’assunzione di potassio per il trattamento dell’ipertensione.

Prezzemolo

Il prezzemolo è un’erba aromatica appartenente alla famiglia delle Apiaceae. Il suo nome scientifico è Petroselinum crispum ed è originaria delle terre che si affacciano sul mar Mediterraneo.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del prezzemolo?

Circa 4 grammi di prezzemolo (1 cucchiaio) offrono un apporto di circa una caloria. Nella stessa quantità sono presenti: Sono inoltre presenti buone quantità di beta-carotene, luteina/zeaxanitna, flavonoidi come la luteolina e l’eugenolo.  

Quando non bisogna mangiare prezzemolo?

Il consumo di prezzemolo può interferire in alcuni casi con l’assunzione di warfarin e di farmaci diuretici. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del prezzemolo?

Il prezzemolo è fonte di antiossidanti, di molecole alleate del metabolismo e di nutrienti che sono utili per la salute e lo sviluppo di ossa e denti. Quest’erba ha inoltre proprietà antisettiche e carminative. I suoi estratti sembrano avere un buon potere diuretico.  

Quali sono le controindicazioni del prezzemolo?

L’abuso di prezzemolo può provocare problemi epatici e forme di anemia. Nel corso della gravidanza può stimolare contrazioni uterine e provocare emorragie. Applicato sulla pelle sotto forma di olii ottenuti con la spremitura dei suoi semi può aumentare la sensibilità ai raggi del sole e provocare rash cutaneo. Un suo uso non controllato può provocare problemi in chi soffre di calcoli renali, carenze di minerali o altri nutrienti e artrite gottosa.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Rana pescatrice o coda di rospo

La rana pescatrice o coda di rospo è un pesce. Il suo nome scientifico è Lophius piscatorius e la sua famiglia è quella delle Lophiidae. Vive nel mar Mediterraneo, nel mar Nero e nell’Oceano Atlantico Orientale, nascondendosi nei fondali sabbiosi o fangosi.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della rana pescatrice o coda di rospo?

100 grammi di rana pescatrice offrono un apporto di circa 63 calore. Nella stessa quantità sono presenti:  

Quando non bisogna mangiare rana pescatrice o coda di rospo?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di rana pescatrice e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici della rana pescatrice o coda di rospo?

La carne della rana pescatrice è spesso inserita nelle diete ipocaloriche perché è magra e molto digeribile. Il fosforo aiuta la salute di ossa e denti; il potassio a tenere sotto controllo la pressione e a ridurre il rischio di calcoli renali; il sodio regola il transito dei nutrienti all’interno e all’esterno delle cellule.  

Quali sono le controindicazioni della rana pescatrice o coda di rospo?

Nella carne della rana pescatrice possono essere presenti quantità irrisorie di metilmercurio, non comunque tali da costituire un problema di salute per l’uomo. È importante consumarla dopo averla cotta, per annientare eventuali sostanze tossiche o parassiti – come l’Anisakis – che potrebbero essere presenti. Prima di un eventuale consumo da crudo, la carne della rana pescatrice deve essere congelata per almeno 96 ore a -18° in un congelatore a tre o più stelle. Chi vende o somministra rana pescatrice cruda, ma questo vale per ogni varietà di pesce, deve osservare quanto stabilito dal regolamento CE 853/2004 che stabilisce l’obbligo di congelare le carni a -20° C per almeno 24 ore.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

Sangue nelle urine (ematuria)

Che cos’è il sangue nelle urine?

La presenza di sangue nelle urine, conosciuta anche col nome scientifico di ematuria, è una situazione che si può verificare per problemi di diversa origine riguardanti le vie urinarie o i reni. La presenza di sangue nelle urine è talvolta visibile a occhio nudo; altre volte invece, per visualizzarla, è necessario utilizzare un microscopio.  

Quali sono le cause del sangue nelle urine?

Il sangue nelle urine può avere molteplici cause, che vanno da traumi subiti all’assunzione di alcuni medicinali, dallo svolgimento di un’eccessiva attività fisica ad alcune patologie, tra le quali si possono ricomprendere: tumore ai testicoli, tumore al rene, tumore alla prostata, tumore alla vescica, uretrite, calcoli renali, cistite, colica renale, gonorrea, insufficienza renale, ipertrofia prostatica benigna, lupus erimatoso sistemico, nefrite, orchite.  

Quali sono i rimedi contro il sangue nelle urine?

Allo scopo di curare la presenza di sangue nelle urine è necessario individuare il problema che corrisponde alla sua causa e intervenire su di esso. In linea di massima, potrà essere sufficiente una cura antibiotica qualora si sia in presenza di un’infezione o a base di medicinali specifici qualora invece la causa sia un ingrossamento della prostata. In caso di calcoli nei reni o nella vescica sarà infine necessario un trattamento specifico teso a eliminarli.  

Sangue nelle urine, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di sangue nelle urine è sempre consigliabile rivolgersi alle cure del proprio medico.  

Area medica di riferimento per il sangue nelle urine

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il sangue nelle urine è l’Unità Operativa di Urologia.

Stranguria

Che cos’è la stranguria?

Con il termine stranguria – in ambito medico – si fa riferimento a un’emissione di urina dolorosa e intermittente (goccia a goccia), associata a tenesmo (contrazione dolorosa e spasmodica dello sfintere). Le condizioni mediche che possono risultare associate alla sua presenza sono molteplici: si va da diversi tipi di affezioni a carico di una o più strutture dell’apparato urinario (prostatite, pielonefrite, vaginite, cistite, uretrite, calcoli renali) sino ad arrivare alle patologie neoplastiche. A seconda della patologia che ne è all’origine, può essere accompagnata da pollachiuria (aumento esagerato della frequenza delle minzioni senza che necessariamente sia aumentato il volume totale del liquido emesso), da nicturia (condizione caratterizzata da frequenti minzioni notturne), da bruciore, soprattutto all’atto della minzione, da dolore e/o senso di tensione a livello della vescica urinaria.  

Quali malattie si possono associare alla stranguria?

Tra le patologie che possono essere associate alla stranguria, ci sono: orchite, pielonefrite, prostatite, trichomonas, uretrite, vaginite, calcoli renali, cancro alla prostata. cancro della vescica, cistite, clamidia, colica renale, epididimite, gonorrea, iIpertrofia prostatica benigna.  

Quali sono i rimedi contro la stranguria?

La terapia mirata al trattamento della stranguria è legata in modo sostanziale alla causa che ne è all’origine (cistite, neoplasie, prostatite, ecc.). È consigliabile non sottovalutare l’insorgere del disturbo ed evitare rimedi “fai da te”, rivolgendosi sempre al proprio medico di fiducia.  

Con la stranguria quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di stranguria, è consigliabile rivolgersi al proprio medico nel caso in cui sia diagnosticata o si sia a rischio di una delle patologie associate a questa condizione ( vedi sopra l’elenco delle patologie associate).

Urine scure

Che cosa sono le urine scure?

Note in ambito medico anche con la denominazione “urine nere”, le urine scure sono quelle che  appaiono di colore molto scuro per la presenza al loro interno di sostanze presenti nell’organismo come bile, melanina, emoglobina e mioglobina. Possono inoltre essere provocate dalla presenza nelle urine delle sostanze di scarto di alcuni medicinali. Può accadere che l’urina appaia più scura e abbia un odore più forte in caso di disidratazione, oppure dopo aver sudato molto. In tal caso la reintegrazione di liquidi sarà sufficiente per fare in modo che l’urina riprenda il consueto colore. Oltre ad essere caratterizzate da un colore più scuro del consueto, possono anche apparire torbide e maleodoranti; la loro insorgenza può inoltre essere accompagnata anche da bruciore durante la minzione.  

Quali malattie si possono associare a urine scure?

Le urine scure risultano associate a numerose patologie che interessano più o meno direttamente l’apparato urinario: si va da varie infiammazioni e infezioni, sino ad arrivare ad altre patologie che vanno a incidere sul funzionamento degli organi che lo compongono (ureteri, reni, vescica urinaria e uretra) e alle neoplasie a carico di reni e fegato. Nello specifico, tra le patologie che possono risultare associate alle urine scure ci sono: calcoli renali, cistite, clamidia, colecistite, epatite, favismo, gonorrea, insufficienza renale, ittero, nefrite, peritonite, tumore al fegato, tumore al rene, uretrite, calcoli alla cistifellea.  

Quali sono i rimedi contro le urine scure?

In presenza di urine scure è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia che provvederà a prescrivere l’esame delle urine e l’urinocoltura per individuare quale sia causa all’origine del disturbo. È raccomandabile non sottovalutare il problema: tanto più la diagnosi sarà tempestiva, tanto più sarà possibile intervenire con la giusta terapia e ridurre il rischio di complicanze, anche gravi.  

Urine torbide

Che cosa sono le urine torbide?

Le urine torbide sono quelle urine che, appena raccolte, sono di aspetto non limpido. La torbidità – che può essere più o meno marcata a seconda dei casi e dei soggetti – è solitamente dovuta alla presenza all’interno dell’urina di sangue, cristalli, pus, batteri, sangue o materiale lipidico. In genere sono associate a infiammazioni, infezioni e altre patologie che vanno a incidere sul funzionamento dell’apparato urinario (ureteri, reni, vescica urinaria e uretra): cistiti, uretriti, prostatiti, disfunzioni renali di diverso tipo. Oltre a essere caratterizzate da un aspetto non limpido, possono risultare accompagnate anche dalla presenza di altri sintomi (tra cui urina maleodorante, presenza di tracce di sangue nelle urine, bruciore durante la minzione).  

Quali malattie si possono associare a urine torbide?

Alle urine torbide possono essere associate varie patologie, tra cui: pielonefrite, prostatite, trichomonas, uretrite, calcoli renali, cistite, clamidia, diabete, gonorrea, insufficienza renale.  

Quali sono i rimedi contro le urine torbide?

In caso di urine torbide è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia. Solitamente vengono prescritti l’esame delle urine e l’urinocoltura al fine di individuare la causa all’origine del disturbo. È bene non sottovalutare la presenza di questo problema: tanto più la diagnosi sarà tempestiva, tanto più sarà possibile intervenire con la giusta terapia e ridurre il rischio di complicanze, anche gravi.  

Con le urine torbide quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di urine torbide è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico di fiducia per un consulto.

Vitamina B6

Che cos’è la vitamina B6?

La vitamina B6 fa parte delle vitamine cosiddette idrosolubili, che non possono cioè essere accumulate nell’organismo, ma devono essere regolarmente assunte tramite l’alimentazione. È sensibile al calore, si degrada cioè in presenza di alte temperature e si presenta in tre forme attive: la piridossina, la piridossamina e la piridossale.  

A che cosa serve la vitamina B6?

La vitamina B6 è coinvolta nel metabolismo degli aminoacidi, degli acidi grassi e degli zuccheri e contribuisce al formarsi degli ormoni e dei globuli rossi e bianchi. Riveste il fondamentale ruolo di costituire una barriera immunitaria in difesa dalle malattie e di stimolare le funzioni cerebrali e di prevenire l’invecchiamento. Per questo motivo, tale vitamina viene impiegata in numerosi prodotti anti invecchiamento.  

In quali alimenti è presente la vitamina B6?

La vitamina B6 è presente in numerosi alimenti; nello specifico essa si trova nelle carni, soprattutto bianche, e nel pesce, nelle patate, nei legumi e negli spinaci. La si rinviene anche nella frutta, esclusi gli agrumi.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di vitamina B6

Il fabbisogno giornaliero di vitamina B6 varia a seconda del sesso. Per le donne il limite è di almeno 1,1 mg al giorno, per gli uomini sale a 1,5 mg al giorno.

Carenza di vitamina B6

La carenza di vitamina B6viene registrata in rari casi. Di solito si presenta con apatia e debolezza diffusa, fisica e mentale. Ma anche con spasmi muscolari, ritenzione idrica, disturbi del sistema nervoso e insonnia. La sua mancanza può essere causa di anemia ipocromica (con i globuli rossi che assumono un colorito più chiaro) e può facilitare la formazione di calcoli renali.

Eccesso di vitamina B6

A oggi non si conoscono conseguenze gravi derivate dall’eccesso di vitamina B6, ma l’assorbimento di una quantità eccessiva di questo tipo di vitamina può provocare forti mali di testa.  

È vero che la vitamina B6 può alleviare i sintomi della sindrome premestruale? Quali altre patologie possono essere prevenute o curate con questa vitamina?

Sì, è vero. La presenza di vitamina B6 contribuisce a mantenere l’equilibrio ormonale anche in situazioni contingenti, come ad esempio quelle dovute alla presenza del ciclo mestruale. Per questo stesso motivo la vitamina B6 è indicata per contrastare gli stati di nausea e vomito che si presentano in corso di gravidanza e per trattare stati depressivi, stanchezza e mal di testa (in questo ultimo caso senza però esagerare con il dosaggio). Alcune recenti ricerche dimostrerebbero che la vitamina B6 è utile per trattare la malaria e per prevenire i tumori a polmone e prostata.