Apparato riproduttivo maschile

Che cos’è l’apparato riproduttivo maschile?

L’apparato riproduttivo maschile, insieme all’apparato riproduttivo femminile, consente la riproduzione umana.  

Com’è strutturato l’apparato riproduttivo maschile?

L’apparato riproduttivo maschile è costituito da questi organi:
  • il pene, organo riproduttivo maschile e ultimo tratto delle vie urinarie
  • la prostata, ghiandola che produce e immagazzina il liquido seminale
  • i testicoli, le ghiandole sessuali maschili che producono gli spermatozoi
  • le vescicole seminali, ghiandole che secernono la sostanza vischiosa che, insieme agli spermatozoi e ad altre sostanze, contribuisce a comporre lo sperma
  • le vie spermatiche, attraverso cui transitano gli spermatozoi provenienti dai testicoli e diretti verso l’esterno.
 

Qual è la funzione dell’apparato riproduttivo maschile?

La funzione dell’apparato riproduttivo maschile è quella di produrre gli spermatozoi, indispensabili per la riproduzione umana.

Ovaie

Che cosa sono le ovaie?

Le ovaie sono due ghiandole che costituiscono l’ovaio, organo che, unitamente all’utero, alle tube di Falloppio (dette anche “tube uterine” o “salpingi”), alla vagina e alla vulva va a formare l’apparato riproduttivo femminile.  

Dove sono posizionate e come sono fatte le ovaie?

Dette anche gonadi femminili, le ovaie sono due ghiandole, a forma di mandorla, che sono posizionate ognuna a uno dei due lati dell’utero. Nella donna adulta misurano circa 4 cm. di lunghezza, 2 cm di larghezza e 1 cm di spessore l’una. Collegate a mezzo di legamenti all’utero e alle tube, conservano tuttavia una certa autonomia nella loro mobilità. Le ovaie non conservano sempre le medesime dimensioni nel corso della vita: nelle bambine risultano difatti più piccole e tendono a ridursi anche nella terza età. Nelle donne che hanno molti figli si presentano di solito più grosse. Ciascuna delle due ovaie presenta due poli: uno superiore (o tubarico), che è connesso all’infundibolo della tuba uterina; uno inferiore (o uterino), più sottile, connesso all’utero dal legamento utero-ovarico. Due sono gli strati di tessuto che formano le ovaie:
  • lo strato più interno, ovvero la parte midollare, è ricco di tessuto connettivo denso e di vasi sanguigni utili per irrorare e nutrire l’organo
  • lo strato più esterno, la parte corticale, che occupa all’incirca due terzi di tutta la ghiandola, contiene tutti quei follicoli ovarici, ognuno a vari stadi di maturazione, che ogni mese durante il ciclo mestruale rendono possibile il maturare di un ovocita e la conseguente espulsione di un ovulo, elemento indispensabile per la riproduzione.
 

A che cosa servono le ovaie?

Le ovaie hanno un duplice ruolo: oltre a produrre gli ovuli – elementi indispensabili per la riproduzione (funzione gametogenica) -, secernono anche gli ormoni sessuali (progesterone, estrogeni e una piccola quantità di androgeni) che regolano tutte le fasi della vita riproduttiva femminile (funzione endocrina). Ogni mese le ovaie liberano un ovulo che è giunto a maturazione ed è quindi pronto per essere fecondato. Quando viene espulso dal follicolo ovarico, l’ovulo emigra all’interno della tuba di Falloppio (o salpinge, o tuba uterina); in seguito al rilascio dell’ovulo, il follicolo muta la sua natura in corpo luteo e inizia a secernere estrogeni e progesterone in attesa della fecondazione. Alla fine del ciclo mestruale, qualora non sia avvenuta la fecondazione, il corpo luteo regredisce e l’ovulo viene eliminate tramite il flusso mestruale. Se, invece, l’ovulo viene fecondato, l’uovo così formato transita dalle tube all’utero dove s’impianterà, determinando l’instaurarsi di una gravidanza.

Utero

Che cos’è l’utero?

L’utero è un organo muscolare cavo che – unitamente alle ovaie, alle tube di Falloppio (o salpingi o tube uterine), alla vagina e alla vulva – forma l’apparato riproduttivo femminile. È l’organo che è deputato ad accogliere l’ovulo fecondato, a consentirne la crescita e a espellere il feto quando la gravidanza sia giunta a termine. L’utero riceve lo sbocco delle salpingi e nella parte inferiore si apre nella cavità vaginale.  

Com’è fatto l’utero?

La struttura del’utero non è sempre la stessa nel corso della vita: sono molteplici i cambiamenti che questo organo incontra, in relazione alle diverse fasi dello sviluppo sessuale della donna (prepubertà, pubertà, maturità sessuale, menopausa), in caso di gravidanza e nel corso del ciclo mestruale. La sua forma ricorda grosso modo quella di un cono con la punta rivolta verso il basso. Nelle donne che non hanno avuto figli le dimensioni dell’utero si attestano all’incirca sui 6-7 cm di lunghezza, 3-4 cm di larghezza e uno spessore di 2-3 cm, per un peso complessivo di 50 gr circa: valori che possono subire notevoli mutamenti nel caso di donne che abbiano avuto molti figli, per le quali possono aumentare sia le dimensioni sia il peso dell’organo . La cavità uterina è rivestita internamente da una mucosa, l’endometrio, grazie a cui viene garantito nutrimento all’embrione nel primo periodo di vita intrauterina, prima che si verifichi l’impianto. La muscolatura che riveste l’utero (miometrio) è spessa e consistente e le sue contrazioni rendono possibile, al momento del parto, l’espulsione del feto. Le porzioni nelle quali è possibile idealmente suddividere l’utero sono due:
  • una parte più larga – detta corpo uterino o corpo dell’utero – che si espande verso l’alto e in cui sfociano le salpingi (o tube di Falloppio, o tube uterine)
  • una parte più stretta – detta collo dell’utero o cervice uterina – dalla forma simil-cilindrica, che è rivolta verso il basso e che va a inserirsi nella vagina.
Prima della pubertà il collo dell’utero corrisponde a circa la metà della lunghezza complessiva dell’utero. Nelle donne che hanno avuto figli, invece, arriva a coprire un terzo di tutta la lunghezza dell’organo: ciò accade, specie nelle donne che hanno avuto più figli, in seguito al notevole sviluppo che incontra il corpo uterino al fine di ospitare le gravidanze.  

A cosa serve l’utero?

L’utero ha un triplice compito: accoglie l’ovulo fecondato, ne consente lo sviluppo e consente l’espulsione del feto quando la gravidanza sia giunta a termine.