Astenia

Che cos’è l’astenia?

L’astenia è la debolezza che è conseguenza di una perdita di forza dal punto di vista muscolare. Tale debolezza non dipende quindi dall’avere compiuto sforzi in precedenza, anche se può essere aumentata da questo, e non si esaurisce nemmeno osservando un periodo di riposo assoluto.  

Quali sono le cause dell’astenia?

L’origine dell’astenia può essere psichica, in situazioni contraddistinte da ansia o da depressione, o fisica, nei casi in cui dipenda da una patologia. Tra le patologie che possono essere alla base di astenia ci sono: Alzheimer, artrite, artrite reumatoide, ipertiroidismo, ipotiroidismo, rettocolite ulcerosa, morbo di Crohn, intolleranze alimentari, anemia, angina pectoris, aterosclerosi, celiachia, sclerosi multipla, tonsillite, varicella, sindrome premestruale e vari tumori tra cui quelli a colon-retto, fegato, rene, ovaio e stomaco.  

Quali sono i rimedi contro l’astenia?

Per curare l’astenia è necessario individuare la sua causa – fisica o psichica – e intervenire su questa.  

Astenia, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di astenia è consigliabile rivolgersi al proprio medico nel caso in cui si sia in presenza di una delle patologie associabili a questo sintomo.  

Area medica di riferimento per l’astenia

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per l’astenia è l’Ambulatorio di Neurologia.

Bruciore di stomaco

Che cos’è il bruciore di stomaco?

Conosciuto anche come pirosi gastrica, il bruciore di stomaco è una sensazione di bruciore di solito associato al reflusso gastroesofageo, che si irradia dalla base dello sterno e può diffondersi sino alla faringe e all’esofago.  

Quali altri sintomi si accompagnano al bruciore di stomaco?

Il bruciore di stomaco molto spesso si manifesta in concomitanza con altri sintomi quali: nausea, tosse secca, vomito, asma, difficoltà o dolore a deglutire, respiro sibilante.  

Quali sono le cause del bruciore di stomaco?

Oltre al reflusso gastroesofageo, che è la prima causa del bruciore di stomaco, altre patologie possono determinare questo disturbo. Tra queste si registrano: intolleranze alimentari, tumore allo stomaco, angina pectoris, ernia iatale, esofagite, gastrite, infarto miocardico, ulcera gastrica e peptica.  

Quali sono i rimedi contro il bruciore di stomaco?

Per combattere il bruciore di stomaco è necessario conoscerne la causa. In generale, per fronteggiare questo tipo di problema vengono utilizzati farmaci che abbiano proprietà anti-acide; queste sono le medesime che sono proprie del bicarbonato di sodio e del latte, il cui consumo è pertanto consigliato a chi soffre di leggeri bruciori.  

Bruciore di stomaco, quando rivolgersi al proprio medico?

Quando è associato a una delle patologie che ne possono essere causa o quando non accenna a diminuire nel giro di pochi giorni, il bruciore di stomaco richiede una visita del proprio medico curante.  

Area medica di riferimento per il bruciore di stomaco

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il bruciore allo stomaco è il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Dolore addominale

Che cos’è il dolore addominale?

Il dolore addominale un dolore che viene avvertito a livello della cavità addominale, cioè tra il bacino e l’inizio delle costole. Questa tipologia di dolore può essere continua o presentarsi sotto forma di contrazioni intermittenti e ripetute (spasmi); si avranno quindi momenti di dolore intenso alternati ad altri di assenza del disturbo.  

Quali altri sintomi possono essere associati al dolore addominale?

Il dolore addominale si accompagna frequentemente ad altri sintomi come vomito, nausea, brontolii, flatulenza e eruttazioni.  

Quali sono le cause del dolore addominale?

Alla base del dolore addominale possono esservi molte cause, come traumi o malattie, tra le quali si possono includere: aneurisma aortico, angina addominale, angina pectoris, appendicite, calcoli renali, celiachia, colica renale, colite, endometriosi, occlusione intestinale, pancreatite, prostatite, rettocolite ulcerosa, sindrome dell’intestino irritabile, tumori ai testicoli, alla vescica urinaria, al fegato, al pancreas e al colon-retto, varicella, epatite, fibrosi cistica, gastroenterite, gonorrea, infarto miocardico, intolleranza al lattosio, intolleranze alimentari, leucemia, lupus erimatoso sistemico, morbo di Crohn.  

Quali sono i rimedi contro il dolore addominale?

Per curare il dolore addominale sarà necessario risalire alla sua causa e intervenire su di questa. Nel frattempo un valido rimedio può essere il riposo, condizione che è in grado di lenire il sintomo e favorire una pronta ripresa.  

Dolori addominali, quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora il dolore addominale derivi da un trauma o quando chi ne soffra sia a rischio di una delle patologie associate (tra le quali ci sono quelle sopra elencate), sarà necessario rivolgersi al proprio medico.  

Unità Operativa di riferimento per il dolore addominale

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il dolore addominale è il Servizio di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

Dolore al petto

Che cos’è il dolore al petto?

Il dolore del petto è una sensazione dolorosa, più o meno intensa, che viene avvertita in corrispondenza della parte anteriore del torace. Il dolore è di solito localizzato dietro lo sterno e può essere di natura acuta e intensa oppure sordo e continuo, manifestandosi con una netta sensazione di oppressione al petto.  

Quali sono le cause del dolore al petto?

Il dolore al petto può avere molte e diverse cause. Questo disturbo proviene difatti dalla gabbia toracica, dove sono contenuti molti organi (come il cuore, i polmoni e l’esofago), ma anche strutture che sono fondamentali per il nostro organismo (come i vasi sanguigni, le ossa, i muscoli e le cartilagini). Molte possono essere le patologie alla base del dolore al petto. Tra queste si possono ricomprendere: allergie respiratorie, aneurisma aortico, angina pectoris, artrosi cervicale, asma, aterosclerosi, tracheite, tubercolosi, tumore al polmone, ulcera duodenale, coronaropatia, embolia polmonare, enfisema, ernia del disco, infarto miocardico, ipertrofia ventricolare, pancreatite, pleurite, polmonite, reflusso gastroesofageo, toxoplasmosi.  

Quali sono i rimedi contro il dolore al petto?

Per curare il dolore al petto è necessario individuarne la causa. Questo dolore non è difatti una patologia a sé stante, ma solo il sintomo di una malattia che interessa organi e strutture poste nel petto.  

Dolore al petto, quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di dolore al petto che fa seguito a un trauma subito o che può essere associato a una patologia che interessa organi vitali (cuore, polmoni, ossa, ecc.) sarà sempre necessario sottoporsi a una visita del proprio medico di fiducia.

Ipossia

Che cos’è l’ipossia?

L’ipossia è una condizione di carenza dell’ossigeno a livello dei tessuti dell’organismo. Può trattarsi di un fenomeno acuto – che compare rapidamente – o invece cronico che si sviluppa invece in un lasso di tempo maggiore e può riguardare una precisa area dell’organismo (ipossia tissutale) o l’intero corpo (ipossia generalizzata).  

Quali sono e cause dell’ipossia?

Nello specifico, si parla di ipossia ipossica quando la condizione dipende da una carenza di ossigeno a livello del sangue. Tra le sue cause sono inclusi problemi respiratori associati, ad esempio, all’asma, a una broncopneumopatia cronica ostruttiva o a un cancro ai polmoni. Anche il mal di montagna può essere una causa scatenante di questo problema. L’ipossia anemica è invece determinata dall’anemia, mentre l’ipossia circolatoria è dovuta a un insufficiente flusso sanguigno, che può essere, ad esempio, provocato da uno scompenso cardiaco o da un infarto. Infine, l’ipossia istotossica è dovuta all’incapacità dei tessuti di impiegare l’ossigeno (a causa, ad esempio, di un avvelenamento da cianuro), mentre l’ipossia metabolica è associata a un aumento della richiesta di ossigeno rispetto ai fabbisogni normali (ad esempio in caso di sepsi). L’assoluta mancanza di ossigeno in un tessuto è invece definita anossia.  

A quali sintomi può essere associata l’ipossia?

L’ipossia può essere associata a sintomi come fiato corto, capogiri, mal di testa, stato confusionale, tachicardia, aumento della frequenza del respiro, aumento della pressione, perdita della coordinazione, problemi di vista e cianosi.  

Quali malattie si possono associare all’ipossia?

Tra le patologie che possono essere associate all’ipossia ci sono: anemia, angina pectoris, scompenso cardiaco, sepsi, shock settico, ustioni, apnee notturne, aterosclerosi, cancro ai polmoni, cirrosi epatica, embolia polmonare, ictus, infarto miocardico, insufficienza cardiaca, intossicazione da monossido di carbonio, polmonite.  

Quali sono i rimedi contro l’ipossia?

Il trattamento migliore in caso di ipossia dipende dalla causa alla base del problema. Per questo motivo è indispensabile rivolgersi al medico nel caso in cui compaiano sintomi. In attesa di una definitiva diagnosi potrebbe essere raccomandata un’ossigenoterapia, soprattutto nel caso in cui fra i sintomi siano inclusi fiato corto o altri complicanze che possono suggerire un livello di ipossia moderato o addirittura grave. Qualora la  sintomatologia sia grave potrebbe essere invece necessario un aiuto meccanico per respirare.  

Con ipossia quando rivolgersi al proprio medico?

Un’ipossia grave può danneggiare – in modo irreversibile – organi importanti come il cervello, il cuore e il fegato in soli quattro minuti. Le conseguenze possono essere convulsioni, coma o addirittura la morte. Anche un’ipossia di grado moderato, qualora cronica, potrebbe danneggiare gli organi. Per questo motivo nel caso in cui si abbia a che fare con i sintomi di una carenza d’ossigeno è opportuno parlarne con un medico. Quando i sintomi sono molto gravi è consigliabile recarsi al Pronto Soccorso.

Spasmi muscolari

Che cosa sono gli spasmi muscolari?

Gli spasmi muscolari sono contrazioni involontarie che possono riguardare uno o più muscoli e che sono provocate da problemi che riguardano i meccanismi che generano la contrazione muscolare.

Quali altri sintomi possono essere associati agli spasmi muscolari?

Spesso agli spasmi sono associati dei crampi muscolari che possono provocare un dolore intenso e anche essere – per un certo periodo di tempo – debilitanti.

Quali sono le cause degli spasmi muscolari?

Alla base di episodi di spasmi muscolari possono esserci dei traumi, una prolungata e intensa attività fisica, una carenza di minerali o una disidratazione. Gli spasmi possono essere anche conseguenti ad avvelenamento del sistema nervoso (come, ad esempio, nel caso di inalazione di insetticidi o stricnina). Possono essere causati anche da varie patologie, tra le quali si possono inludere: malattie neurodegenerative, miotonia congenita, problemi alla colonna vertebrale, ragadi anali, reflusso gastroesofageo, sclerosi multipla, angina pectoris, distrofia miotonica, diverticoli esofagei, ictus, infiammazione del nervo trigemino.

Quali sono i rimedi contro gli spasmi muscolari?

Nella maggior parte dei casi gli spasmi muscolari possono essere risolti mediante lo svolgimento di un po’ di stretching o sottoponendosi a massaggi. Qualora gli spasmi siano causati da disidratazione, sarà necessario compensare le perdite mediante l’assunzione di acqua e sali minerali, nei casi più gravi anche per via endovenosa. In caso di spasmi prolungati o cagionati da problemi di natura metabolica o neurologica, potranno essere impiegati degli specifici medicinali che siano stati prescritti dal medico curante.

Spasmi muscolari, quando rivolgersi al proprio medico?

Qualora gli spasmi muscolari siano particolarmente intensi, si presentino frequentemente e durino a lungo sarà opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia.

Sudorazione

Che cos’è la sudorazione?

La sudorazione è il rilascio di sudore – il liquido contenente sali minerali – che viene effettuato dalle ghiandole sudoripare al fine di mantenere costante la temperatura del corpo.  

Quali altri sintomi possono essere associati alla sudorazione?

La sudorazione, in alcuni casi più gravi, può accompagnarsi ad altre sintomatologie come dolore al petto, mancanza di fiato (dispnea), perdita di peso, battito del cuore accelerato o stato febbrile.  

Quali sono le cause della sudorazione?

Le variazioni di sudorazione dipendono da molteplici fattori, quali situazioni di ansia, stress, paura, imbarazzo, rabbia, febbre, temperatura esterna, attività fisica, infezioni o condizioni fisiologiche (come ad esempio la menopausa). La sudorazione può aumentare anche a causa dell’assunzione di cibi piccanti, caffeina, alcol (assunzione o astinenza) e alcuni medicinali come la morfina o certi farmaci a base di ormoni tiroidei. Un’aumentata sudorazione può essere collegata anche ad alcune patologie, tra le quali si possono elencare: infarto miocardico, iperidrosi, ipertiroidismo, polmonite, angina pectoris, colecistite, colica renale, coronaropatia, embolia polmonare, tetano.  

Quali sono i rimedi contro la sudorazione?

Per curare la sudorazione sarà necessario scoprirne e curarne la causa. Dopo una forte sudorazione è sempre bene:
  • bere abbondantemente, acqua o bevande che abbiano un forte contenuto di sali minerali;
  • sostare in un ambiente con una temperatura non toppo elevata;
  • sciacquarsi corpo e viso nel caso in cui la sudorazione abbia lasciato la pelle troppo secca.
 

Sudorazione, quando rivolgersi al proprio medico?

Una situazione che si caratterizza per la sudorazione deve essere sottoposta all’attenzione del medico curante di fiducia qualora si accompagni ai sintomi sopra indicati o se si mantenga per un lungo periodo di tempo senza un motivo apparente.

Vomito

Che cos’è il vomito?

Il vomito è il meccanismo fisico per cui, tramite la bocca, si verifica un’improvvisa fuoriuscita – parziale o totale – del contenuto gastrico. Tale uscita è generata da una contrazione dei muscoli del diaframma e dell’addome accompagnata da una contrazione antiperistaltica – cioè con movimento che dal basso e si dirige verso l’alto – della parete gastrica.  

Quali sono le cause del vomito?

Può avere molteplici cause, tra le quali si possono elencare:
  • mal d’auto
  • situazioni di ansia o stress
  • problemi di vista
  • intossicazioni da cibo, respiratorie o da farmaci
  • affezioni gastrointestinali, epato-biliari o renali
  • gravidanza.
Numerose sono anche le malattie che possono esserne la causa. Tra queste ci sono: malaria, meningite, morbo di Crohn, occlusione intestinale, otite, pancreatite, peritonite, reflusso gastroesofageo, tumore al pancreas, tumore allo stomaco, tumore al colon, ulcera duodenale o gastrica, angina pectoris, appendicite, botulismo, calcoli alla cistifellea, calcoli renali, cefalea, colite, emicrania, epatite, ernia iatale, esofagite, fibrosi cistica, gastrite, gastroenterite, glaucoma, indigestione, infarto miocardico, insufficienza renale, labirintite.  

Quali sono i sintomi che procedono o accompagnano il vomito?

I sintomi principali che precedono o accompagnano il vomito sono la nausea, la pressione sanguigna arteriosa bassa (ipotensione) e la salivazione intensa (scialorrea).  

Quali sono i rimedi contro il vomito?

I rimedi adeguati per il vomito sono collegati alla patologia o alla causa che ne rappresentano l’origine. Di solito il medico prescrive l’assunzione di farmaci anti-emetici (da “emesi”, termine medico con cui si indica il vomito) e di sali minerali che hanno il compito di ristabilire l’equilibrio idro-eletrolitico all’interno dell’organismo qualora gli episodi si dovessero ripetere per più giorni consecutivi.  

Vomito, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di vomito è consigliabile rivolgersi al proprio medico curante quando gli episodi emetici si ripetano per almeno due giorni o quando facciano seguito alla diagnosi di una patologia che sia in grado provocarlo.