La Giornata Mondiale della Voce, che si celebra ogni anno il 16 aprile, è un momento dedicato alla prevenzione e alla cura della salute vocale, un appuntamento che offre l’occasione per parlare dei disturbi che riguardano la voce e in particolare di quelli che ne provocano l’abbassamento se non addirittura la perdita.
La voce, strumento fondamentale nella vita quotidiana, sociale e professionale può infatti andare incontro a cali improvvisi o a una vera e propria perdita – la cosiddetta afonia –, spesso legata a condizioni che sono ben identificabili.
Ne parliamo con il dottor Daniele Bugada, specialista di Otorinolaringoiatria in Humanitas Castelli a Bergamo, che ci aiuta a comprendere quali siano le cause più frequenti della perdita della voce e quando sia opportuno rivolgersi a uno specialista.
Perdita della voce: le cause
Nella maggior parte dei casi, la perdita della voce è legata a condizioni temporanee e reversibili, trattabili con farmaci da banco come antinfiammatori, spray o pastiglie per la gola. In alcune situazioni, però, può rendersi necessaria la valutazione di uno specialista otorinolaringoiatra.
Tra le cause più comuni troviamo:
1. Laringiti e infiammazioni delle corde vocali
La causa più frequente di abbassamento o perdita della voce è rappresentata dalle laringiti, cioè dalle infiammazioni che possono interessare le corde vocali, strutture elastiche che si trovano all’interno della laringe, l’organo della gola deputato alla produzione del suono.
Queste infiammazioni sono spesso dovute a infezioni virali delle vie respiratorie superiori, come raffreddore o influenza, ma possono essere favorite anche dall’esposizione ad aria fredda e secca.
In questi casi la voce:
- appare rauca
- è debole
- può mancare del tutto per alcuni giorni.
2. Uso scorretto o eccessivo della voce
Un’altra causa molto diffusa di perdita del tono vocale è l’utilizzo prolungato e non corretto della voce. Succede di frequente a chi la utilizza intensamente per lavoro, come insegnanti, personal trainer o operatori di call center, ma anche a chi ne fa un uso “al di fuori della norma” in contesti ricreativi, come accade quando si va allo stadio o si canta a lungo durante un concerto.
Lo sforzo eccessivo o l’uso improprio della voce possono provocare:
- un affaticamento delle corde vocali
- un conseguente abbassamento della voce.
3. Reflusso gastroesofageo e abbassamento della voce
Tra le cause più comuni di perdita della voce rientra anche il reflusso gastroesofageo. In questo caso, i succhi gastrici acidi presenti nello stomaco risalgono lungo l’esofago e irritano la laringe e le corde vocali.
In questo caso i sintomi possono consistere in:
- voce rauca persistente
- sensazione di nodo in gola
- necessità frequente di schiarire la voce.
Quando rivolgersi allo specialista
Se la perdita della voce persiste per più di 7-10 giorni, oppure si presenta di frequente, è consigliabile rivolgersi a uno specialista otorinolaringoiatra per una valutazione che può richiedere anche l’esecuzione di una laringoscopia, esame che consente di escludere la presenza di patologie più rilevanti.
Quanto più la diagnosi è precoce, quanto meglio è possibile individuare la causa e impostare il trattamento più adeguato alla specifica situazione.
Guarda il video del dottor Bugarda e scopri di più:
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