I problemi alle orecchie non risparmiano nemmeno i bambini. Anzi, si può dire che i più piccoli siano maggiormente esposti a problemi come le otiti medie – infiammazioni che riguardano la prima parte interna dell’orecchio, quella in cui sono posizionate la membrana e la cavità timpanica –, da cui sono molto più colpiti rispetto agli adulti.

Ne parliamo con il dottor Daniele Bugada dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria di Humanitas Castelli di Bergamo.

Dottor Bugada, perché i bambini sono più esposti degli adulti alle otiti?

«I motivi sono vari. Il primo, più banale, è che ai bambini è sempre difficile far soffiare il naso, preferiscono “tirare su” e così facendo fanno risalire il muco fino alla tuba di Eustachio, creando problematiche all’orecchio. Il secondo motivo è che i bambini sono spesso portatori di adenoidi, le vegetazioni di tessuto linfatico che si trovano in fondo al naso, nella parte superiore della faringe, chiamata rinofaringe. Quando questo tessuto è particolarmente voluminoso può ostruire parzialmente o totalmente l’imboccatura della tuba e quindi favorire il ristagno del muco all’interno dell’orecchio e della stessa tuba. Il muco che ristagna finisce per infettarsi, sviluppando un’otite».

È vero che questo tipo di infiammazione può essere controllata meglio quando si trascorre un certo periodo al mare?

«Sì, un’infezione di questo tipo può trarre giovamento dalla presenza dell’aria salmastra, che agisce come una sorta di aerosol, contribuisce a seccare un po’ le adenoidi e a migliorare la respirazione nasale e quindi anche la “respirazione” dell’orecchio. Resta però il fatto che spesso l’infiammazione si spinge a un punto tale da richiedere un intervento chirurgico di adenoidectomia, cioè di rimozione delle adenoidi».

La maggiore predisposizione dei bambini alle otiti può avere anche cause di tipo anatomico?

«Sì: il bambino ha una tuba di Eustachio più corta e posizionata più orizzontalmente rispetto all’adulto. Questo comporta il fatto che quando il piccolo è supino, la notte, il catarro tende a entrare e ristagnare all’interno della sua tuba e quindi a provocare l’otite media».

Ci sono modi per prevenire queste problematiche nei bambini?

«Ci sono vari comportamenti che possono aiutare. Il primo consiglio che diamo sempre ai genitori è quello di controllare che il naso dei loro bambini sia sempre ben pulito. Ideali sono i lavaggi nasali che, anche se non molto amati dai piccoli, fanno sì che il getto d’acqua che entra nel naso porti via il catarro e ne impedisca l’accumulo all’interno dell’orecchio. Non sempre questo è sufficiente e allora diventa necessario procedere con interventi di adenoidectomia oppure con il posizionamento di drenaggi transtimpanici con cui aspirare il catarro all’interno dell’orecchio del bimbo o di un piccolo tubicino che fa sì che ci sia una parità di pressione all’interno e all’esterno dell’orecchio così che il catarro possa defluire senza problemi qualora le adenoidi impedissero l’uscita attraverso il rinofaringe».

 

Articolo tratto dall’intervento del dottor Bugada alla trasmissione “Il medico risponde” in onda su Milanow.