Un medico e due infermiere di Humanitas Gavazzeni e Humanitas Castelli di Bergamo hanno ricevuto l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana: Luca Tarantino, Daniela Reche Turno e Ana Travezano Galvez.

I loro nomi sono nella lista dei premiati nel decreto del 2 giugno 2021, firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Bergamaschi d’adozione, sono stati insigniti dell’onorificenza di Cavaliere per il loro impegno nella lotta contro il Covid in Humanitas Gavazzeni dopo che i loro volti, protagonisti con altri di una mostra fotografica di Associated Press, avevano colpito l’attenzione del Presidente Mattarella e dell’allora Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

«É un riconoscimento che onora l’intero ospedale che nella primavera 2020, non appena il virus è arrivato in città, ha cambiato pelle trasformandosi completamente in un centro Covid – dichiara Giuseppe Fraizzoli, amministratore delegato di Humanitas Gavazzeni e Castelli –. Tutti hanno fatto la loro parte: non solo gli operatori sanitari, ma tutti coloro che lavorano nelle tante aree che fanno funzionare un ospedale. Ringrazio ognuno di loro e il Presidente Mattarella per questo riconoscimento».

Il lockdown Italiano visto dalla stampa estera

“Lockdown Italia, visto dalla Stampa Estera” è il titolo della mostra allestita ai Musei Capitolini dall’8 ottobre 2020 al 28 febbraio 2021, che testimoniava con 80 immagini in primo piano di medici e infermieri la tragedia e la guerra vissuta sempre in prima linea durante i mesi della pandemia Covid.

Una mostra talmente emozionante e drammatica da portare alla decisione del Presidente Mattarella di conferire, in occasione della Festa della Repubblica 2021, l’onorificenza a tutti coloro che avevano prestato il loro volto a testimonianza del proprio impegno contro l’uragano Covid.

foto Antonio Calanni/AP

«Nessuno vorrebbe ricordare quei mesi, ma è giusto non dimenticare – racconta Luca Tarantino, elettrofisiologo di Humanitas Gavazzeni –. Accadde tutto all’improvviso, la sensazione è stata come quella dei soldati che vengono chiamati in guerra e l’ospedale sembrava davvero un campo di battaglia. Ieri sono andato a visitare un paziente nel reparto di chirurgia, era il reparto dove più spesso mi trovavo di turno, accanto ai malati di Covid; e ieri l’aria era pulita, guardando dalla finestra ho visto colleghi che parlavano nell’atrio: mi sono commosso».

foto Antonio Calanni/AP

«Questo riconoscimento mi meraviglia e mi fa sentire così piccola, perché io sono stata solo una delle tante persone che hanno permesso di superare tutto quanto. A ripensarci mi viene la pelle d’oca e mi emoziono tanto. La paura costante resterà sempre nella mia memoria. Ma resterà anche la forza che tutti quanti abbiamo dimostrato restando uniti: mai in tutta la mia vita avevo sentito quel senso di unità», dichiara Daniela Reche Turno, infermiera del blocco operatorio di Humanitas Castelli.

foto Antonio Calanni/AP

Con lei la sua collega Ana Travezano Galvez, infermiera di reparto di Humanitas Gavazzeni: «Un bellissimo gesto che mi commuove tanto. Ancora non riesco a pensare a quello che è stato, mi fa male: il dolore è troppo forte. Questo riconoscimento mi riempie di orgoglio».

 

Un’onorificenza da condividere con tutti i colleghi

«Questa onorificenza mi onora e va condivisa con tutti i colleghi che erano con me in quei mesi, ognuno a dare il contributo che poteva secondo la sua esperienza e conoscenza – conclude il dottor Luca Tarantino –. La mia dedica va a mio padre che, anche se non c’è più, è stato ed è sempre con me, e alla donna più coraggiosa che conosco, mia madre. In quei mesi non potevamo vederci ma ha sempre avuto le parole giuste per darmi forza e non farmi sentire mai solo».