Le corde vocali (tecnicamente chiamate pliche vocali) sono lembi tendinei che, con il passaggio dell’aria, vibrano generando la voce ed è grazie a loro che parliamo e produciamo suoni. Nel corso della vita possono, però, andare incontro a disturbi di varia natura.

Tra questi, uno dei più diffusi è la disfonia, cioè alterazione della voce, che riguarda in particolare chi usa molto la voce per lavoro, ma può anche essere favorita da stili di vita scorretti o altre patologie.

Ne parliamo con il dottor Alessandro Colli, responsabile dell’Unità di Otorinolaringoiatria di Humanitas Castelli, in occasione della giornata mondiale della voce del 16 aprile 2022 che ha lo scopo di portare l’attenzione sul benessere della voce e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle alterazioni anche lievi dell’organo vocale, che possono essere il segno precoce di patologie più complesse e gravi.

Sforzi, traumi e stili di vita scorretti, tra i principali nemici delle corde vocali

I disturbi della laringe, sede delle corde vocali, possono essere di varia natura: dalle più comuni laringiti alle ulcere da contatto, dalla disfonia spasmodica alla paralisi delle corde vocali, passando per tumori laringei benigni o maligni, polipi, noduli e granulomi delle corde vocali. Le persone più colpite sono chi usa la voce per lavoro, come insegnanti, cantanti, avvocati, attori, centralinisti, commercianti. Ma esistono anche dei fattori di rischio: stile di vita, fumo, abuso di alcol e reflusso gastroesofageo.

Quando la voce si altera: la disfonia

Una delle patologie più frequenti, in particolare, è la disfonia ossia l’alterazione della voce dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Può inoltre essere idiopatica, quando si genera senza che vi sia una causa apparente.

La disfonia colpisce in particolare gli organi che sono connessi alla funzione fonatoria, che fa cioè riferimento all’emissione della voce e dei suoni: corde vocali, bocca, naso, faringe, laringe e trachea. Solitamente si manifesta con mancanza di voce, raucedine, bruciore faringeo, fatica nel parlare, fino ad arrivare in alcuni casi all’afonia, cioè la mancanza completa di voce.

La disfonia può essere causata da un uso eccessivo della voce o da un trauma. All’origine ci possono essere anche varie patologie, come laringite, botulismo, sclerosi multipla, tumori della laringe, tumori alla gola, alla bocca e agli organi connessi alla funzione fonatoria e tetano.

Per questo, se la disfonia persiste per più di dieci-quindi giorni, è necessario rivolgersi a un otorinolaringoiatra o un foniatra per diagnosticare la disfonia. Considerata la pluralità di cause che possono essere alla base della disfonia, il corretto inquadramento del tipo di disfonia e la collaborazione multidisciplinare tra specialista, paziente e logopedista diventa fondamentale.

La diagnosi parte da un’attenta visita otorinolaringoiatria o foniatrica e fibrolaringoscopica, esame endoscopico che non necessità di anestesia. In questo modo il medico potrà indirizzare il paziente al tipo di trattamento idoneo, che potrà essere chirurgico o non invasivo e “conservativo”. È importante precisare che, essendo la disfonia un problema molto particolare in cui concorrono cause non solo fisiche, non è detto che sia possibile risolverla definitivamente: chi ha cattive abitudini vocali deve sottoporsi a regolari controlli.

Il trattamento con il logopedista è spesso lungo e ripetitivo, il che scoraggia alcuni pazienti. Eppure seguirlo con determinazione è il solo sistema per un effettivo miglioramento delle condizioni di vita. L’approccio chirurgico è riservato a quando si diagnosticano polipi, noduli ed edema alle corde vocali ed è quindi necessario intervenire per asportare tessuto. Oggi si usa il laser, che permette un veloce recupero post-operatorio. Anche in questo caso, l’approccio multidisciplinare aiuta: la logopedia preliminare serve per ristabilire una corretta impostazione vocale nel paziente.

Le regole d’oro della prevenzione

> Evitare il fumo.
> Diminuire gli alcolici.
> Contenere l’aumento di peso.
> Idratarsi correttamente.
> Ricorrere a pause di silenzio quando si deve parlare a lungo e ad alta voce.
> Controllare l’umidificazione delle stanze in cui si vive e lavora.
> Ridurre lo stress.

S.O.S raucedine

In caso di raucedine (abbassamento della voce associato a infiammazione) o disfonia, è necessario ridurre l’uso della voce per consentire alle corde vocali di ritornare in forma. Se dopo qualche giorno la voce non torna normale, è bene rivolgersi a un medico otorinolaringoiatra per una cura farmacologica appropriata.

La perdita della voce infatti, se sottovalutata, può diventare laringite cronica ed evolvere in altre patologie. Oltre al riposo, è consigliabile prestare attenzione ai fattori ambientali, come il freddo o il fumo che possono peggiorare la situazione, bere molta acqua, evitare bevande ricche di caffeina e alcol e scegliere gli alimenti giusti.

Alcuni cibi, (come caffè, latte, prodotti caseari e spezie), anche se non provocano vere e proprie malattie alle corde vocali, possono tuttavia causare irritazione, secchezza o eccesso di muco, problemi che influiscono negativamente sulla voce e, in particolare, sulla qualità del suono o del canto.

Testo tratto dall’articolo pubblicato sul numero di Marzo/Aprile 2022 di Bergamo Salute dal titolo “Corde vocali: ecco come mantenerle in salute”