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Giornata mondiale dell’udito: gli errori più comuni

La riduzione o perdita dell’udito riguarda quasi 7 milioni di persone in Italia, una su tre tra gli over 65 e una su due oltre gli 80 anni.

Per questo motivo ogni anno, il 3 marzo, si celebra la Giornata mondiale dell’udito, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con l’obiettivo di sensibilizzare e promuovere la salute uditiva, sottolineando l’importanza di una diagnosi precoce.

Quali sono le principali cause della perdita dell’udito? Ne parliamo con il dottor Daniele Bugada, dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria di Humanitas Castelli di Bergamo.

Perdita dell’udito, quali le cause?

La perdita dell’udito può essere conseguenza di malattie infettive, del trascorrere dell’età e del progressivo invecchiamento delle strutture nervose dell’orecchio, che comportano una graduale diminuzione della capacità di percepire i suoi esterni.

Ma può dipendere anche da comportamenti non corretti che minano il funzionamento dell’apparato uditivo.

Quanto influisce l’esposizione ai rumori sulla riduzione dell’udito?

L’errore più comune che può danneggiare quotidianamente il nostro udito è l’esposizione a rumori forti, senza adottare le giuste precauzioni e senza utilizzare adeguati sistemi di protezione acustica individuale.

Questo problema può verificarsi:

  • per motivi professionali, quando si è esposti a macchinari particolarmente rumorosi nei luoghi di lavoro, nei cantieri o nelle fabbriche
  • per motivi ricreativi, come per esempio durante i concerti o nei locali con musica ad alto volume, come le discoteche, dove possono verificarsi veri e propri “shock uditivi” che, nel tempo, possono provocare disturbi permanenti.

Il problema è che i danni all’udito causati in questi contesti sono graduali ma irreversibili: spesso ci si accorge del problema quando è ormai troppo tardi.

Come prevenire la perdita dell’udito?

Sul lavoro è fondamentale utilizzare tappi o cuffie protettive che consentano di difendere l’apparato uditivo dai suoni più intensi.

Nel caso di discoteche e concerti, è bene evitare di posizionarsi troppo vicino alle casse o agli amplificatori: l’esposizione diretta al suono può causare ipoacusie difficili da trattare.

Cuffie e perdita dell’udito

Cuffie e auricolari – molto utilizzati in particolare dagli adolescenti – possono contribuire a danneggiare l’udito quando vengono utilizzati per ascoltare la musica a volume troppo elevato. Per ridurre il rischio di danni a lungo termine è utile seguire la regola del 60/60:

  • volume non superiore al 60%
  • per non più di 60 minuti consecutivi.

Superare questi limiti aumenta il rischio di sordità.

La pulizia delle orecchie può influire sulla diminuzione dell’udito?

Sì, un’errata pulizia delle orecchie può comportare una diminuzione delle capacità uditive.

Molte persone usano il cotton fioc rischiando di causare danni al condotto uditivo e, in alcuni casi, perfino al timpano, provocando perforazioni e conseguente peggioramento dell’udito.

Perdita dell’udito: sintomi

I principali campanelli d’allarme sono:

  • acufeni
  • rumori, fischi, ronzii all’interno dell’orecchio
  • difficoltà a discernere le parole negli ambienti rumorosi.

Sono, questi, segnali che non devono essere ignorati e devono spingere a recarsi presso il proprio medico o presso uno specialista per una visita accurata, ricordando che prima si interviene, meglio è.

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