Esantema

Che cos’è l’esantema?

L’esantema è irritazione della pelle che si manifesta con arrossamenti, ispessimenti o vescicole. Può manifestarsi all’improvviso oppure svilupparsi in un periodo di alcuni giorni.  

Quali sono le cause dell’esantema?

L’esantema può dipendere da varie patologie, tra cui ci sono la dermatite da contatto, varie allergie, la mononucleosi, il fuoco di Sant’Antonio, la rosolia, il morbillo, la varicella, la sifilide e la scarlattina.  

Quali sono i rimedi contro l’esantema?

L’esantema in genere si risolve da sé. Nel caso in cui non scompaia, però, può richiedere trattamenti a base di prodotti emollienti e creme al cortisone con cui ridurre il gonfiore oppure di antistaminici per ridurre la presenza di prurito. Fondamentale è comunque sempre individuare la causa di questo disturbo: la cura è sempre legata a questa.  

Esantema, quando rivolgersi al proprio medico?

Se l’esantema non si risolve da sé, è accompagnato da forte prurito o si presenta con un aspetto brutto a vedersi si consiglia di rivolgersi al proprio medico di fiducia.  

Area medica di riferimento per l’esantema

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per l’esantema è l’Ambulatorio di Dermatologia.

Immunizzazione

Che cosa si indica con il termine l’immunizzazione?

Si è in presenza di immunizzazione quando un dato organismo acquista un’immunità nei confronti di un determinato antigene. L’immunizzazione può essere attiva o passiva:
  • è attiva quando l’immunità viene acquisita attraverso la somministrazione di un vaccino. In questo caso la sua durata si protrae nel tempo e la protezione riguarda malattie epidemiche come l’influenza, la rosolia, il morbillo e il tifo
  • è passiva quando l’immunità viene acquisita attraverso immunoglobuline. Protegge da patologie batteriche o virali come l’epatite, la varicella o la rabbia e ha una durata più breve.

Leucopenia

Che cos’è la leucopenia?

La leucopenia consiste nella diminuzione di globuli bianchi nel sangue. I valori dipendono sia dal sesso che dall’età.  

Quali possono essere le cause della leucopenia?

Molto spesso è il risultato di una malattia esistente come le problematiche del midollo osseo (il tessuto che genera i globuli bianchi), le infezioni virali, le malattie autoimmuni, le patologie di natura congenita e varie forme di cancro. Altre patologie che possono ridurre i globuli bianchi sono l’anemia o una carenza vitaminica. Esistono anche terapie come la chemioterapia e la radioterapia, vari antibiotici e antidiuretici che possono abbassare la quantità di globuli bianchi.  

Quali patologie possono essere associate alla leucopenia?

Tra le patologie che possono essere associate alla leucopenia ci sono: AIDS, anafilassi, anemia, artrite reumatoide, cirrosi epatica, dengue, dermatite, epatite, influenza, insufficienza renale, ipersplenismo, pielonefrite, psoriasi, rosolia, sepsi, shock settico, sindrome di Kostmann, sindrome di Sjogren, sindrome mielodisplastica, tifo, toxoplasmosi, tubercolosi, ipertiroidismo, leucemia, lupus eritematoso sistemico, malaria, miastenia gravis, mielocatessi, mielofibrosi, morbillo, parassitosi, ustioni. Si suggerisce di rivolgersi al medico per approfondire la sintomatologia, soprattutto in caso di persistenza e per risalire alla causa del problema.  

Come può essere curata la leucopenia?

Il trattamento della leucopenia consiste nella stimolazione del midollo osseo al fine di produrre globuli bianchi. Ne consegue l’impiego di steroidi, citochine o chemioterapici e in taluni casi di integratori di vitamine. Queste cure sono associate alle terapie della malattia che ha determinato il problema (come, ad esempio, i farmaci contro le infezioni).

Macule

Che cosa sono le macule?

Le macule sono cambiamenti di colore della pelle che in genere non superano un centimetro di diametro e sono a livello della pelle, quindi non presentano né elevazione né depressione rispetto alla superficie in cui si sono manifestate.  

Quali altri sintomi possono essere associati alle macule?

Le macule possono associarsi a prurito e a desquamazione della pelle.  

Quali sono le cause delle macule?

Le macule possono essere causate da vitiligine, da cloasma (accumulo eccessivo di melanina) e da altre patologie, tra cui ci sono: morbillo, nevi, toxoplasmosi, dermatofitosi e rosolia.  

Quali sono i rimedi contro le macule?

Per curare le macule bisogna individuarne la causa e intervenire su questa.  

Macule, quando rivolgersi al proprio medico?

Le macule devono essere portate all’attenzione del proprio medico quando possono essere messe in relazione con patologie a loro associabili già diagnosticate (vedi elenco sopra).  

Area medica di riferimento per le macule

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per le macule è il Servizio di Dermatologia.

Microcefalia

Che cos’è la microcefalia?

La microcefalia è una condizione che consiste in una ridotta crescita del cranio, rispetto al resto del corpo, ed è spesso associata a un ritardo mentale. Altro caso invece è la microsomia che prevede una limitata – ma proporzionata – crescita del corpo.  

Quali sono le cause della microcefalia?

La microcefalia può avere origine ereditaria o può essere riconducibile a una malattia che colpisce il cranio del bambino in età fetale. In ogni caso si ha compromissione delle funzioni psichiche.  

Quali patologie possono essere associate alla microcefalia?

Tra le patologie che possono essere associate alla microcefalia ci sono: infezioni durante la gravidanza (rosolia, citomegalovirus, toxoplasmosi), sindrome di Down, ipotiroidismo congenito, sindrome alcolica fetale. Si tratta di un elenco meramente indicativo, per cui in presenza di dubbio si consiglia sempre di consultare il proprio curante.  

Microcefalia, quando rivolgersi al proprio medico?

In presenza di microcefalia si consiglia di rivolgersi al proprio medico che suggerirà una visita dallo specialista più adatto.

Rash cutaneo

Che cos’è il rash cutaneo?

Il rash cutaneo è un problema che riguarda la pelle che, in presenza di questo sintomo, appare di colore differente, oltre a essere irritata o caratterizzarsi per un rigonfiamento.  

Quali altri sintomi possono essere associati al rash cutaneo?

In genere il rash cutaneo si contraddistingue anche da uno sfogo rosso, che provoca dolore e prurito o, anche, da bollicine e placchette ruvide.  

Quali sono le cause del rash cutaneo?

Il rash cutaneo può essere provocato da varie situazioni, anche molto diverse tra loro, come: punture d’insetto, esposizione a sostanze irritanti o assunzione di alcuni medicinali. Può altresì avere un’origine di natura genetica o patologica. Tra le patologie in grado di provocare questo disturbo, ci sono: artrite reumatoide, dermatite atopica, rosolia, scarlattina, varicella, fuoco di Sant’Antonio, lupus erimatoso sistemico, morbillo, psoriasi.  

Quali sono i rimedi contro il rash cutaneo?

Per curare il rash cutaneo sarà necessario individuarne la causa: qualora abbia natura patologica bisognerà intervenire su questa, se invece abbia altra natura si dovrà individuare la cura più adatta allo specifico caso. In buona parte delle situazioni potrà essere sufficiente l’impiego di creme idratanti o detergenti, oppure di prodotti che siano utili a ridurre prurito e gonfiore, a base di antistaminici o cortisonici. La pelle colpita da rash cutaneo deve essere lasciata il più a lungo possibile esposta all’aria e non deve essere sfregata o grattata. È anche consigliabile evitare l’utilizzo di cosmetici. Anche l’impiego del sapone deve essere evitato; per la pulizia si dovrà ricorrere ad acqua tiepida e a detergenti delicati.  

Rash cutaneo, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di rash cutaneo deve essere sottoposta all’attenzione del proprio medico curante qualora la pelle sia particolarmente gonfia o sensibile al tatto e la situazione non tenda a migliorare nel corso del tempo o si presenti associata ad altre sintomatologie come febbre, dolore articolare o mal di gola. L’intervento del medico sarà opportuno anche quando si sospetti di essere stati punti da insetti (quali le zecche) o se si sospetta che il rash cutaneo sia conseguenza dell’assunzione di alcuni medicinali. Qualora sia associato ad altri sintomi come gonfiore del volto, difficoltà respiratoria o sensazione di soffocamento è consigliabile ricorrere alle cure del più vicino presidio di Pronto Soccorso. Quest’ultimo dovrà essere coinvolto anche nel caso in cui il colpito da rash cutaneo sia un bambino che presenta uno sfogo simile a un livido, caratterizzato da una colorazione porpora intensa.  

Area medica di riferimento per il rush cutaneo

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il rush cutaneo è il Servizio di Dermatologia.

Rigidità articolare

Che cos’è la rigidità articolare?

La rigidità articolare è una situazione in cui la possibilità di muovere un’articolazione è limitata o addirittura nulla. Può riguardare una  o più articolazioni, può essere associata a traumi e aggravarsi lentamente per una malattia sottostante o per l’usura dei tessuti articolari. Può essere continua, associata ad attività specifiche o comparire solo in alcuni determinati momenti della giornata. Può altresì essere associata ad altri sintomi, come infiammazione, crampi, dolore e indolenzimento. Inoltre – a seconda della presenza di altri disturbi – la rigidità può essere accompagnata da gonfiori, prurito, lividi, emorragie, bruciore, addormentamento di una parte del corpo, arrossamenti o surriscaldamento dell’articolazione, dolori o crampi addominali, nausea, vomito, rash cutanei, mal di gola e ingrossamento di fegato, milza, linfonodi, tosse, affaticamento, febbre e brividi, mal di testa, spasmi muscolari e convulsioni. Tra le possibili cause di rigidità articolare sono incluse traumi, artrosi, gotta, diverse forme di artrite, infezioni, l’assunzione di alcuni farmaci, infiammazioni e tumori.  

Quali malattie si possono associare a rigidità articolare?

Tra le patologie possono associarsi a rigidità articolare ci sono: psoriasi, rosolia, sclerodermia, sindrome di Reiter, spondilite, tendinite, tenosinovite, tumore alle ossa, tripanosomiasi africana, acromegalia, artrite settica, artrite reumatoide, artrosi, ascesso, borsite, epatite, influenza, leucemia, lupus eritematoso sistemico, malattia di Lyme, mononucleosi, orecchioni, osteomielite.  

Quali sono i rimedi contro la rigidità articolare?

Atteso che la rigidità articolare può essere legata a gravi patologie, è importante rivolgersi al medico per conoscere il rimedio più adatto. Dopo una diagnosi appropriata è consigliabile seguire la terapia e i trattamenti prescritti dal medico al fine di proteggere le articolazioni, contrastare l’eventuale dolore ed evitare complicazioni o peggioramenti. In generale, potrebbero essere prescritti sia medicinali sia una terapia fisica. Inoltre potrebbe essere richiesto perdere il peso in eccesso. In molti casi l’immobilità non è una soluzione, anzi: in casi come quelli in cui si deve fronteggiare l’artrite reumatoide, è meglio alternare momenti di riposo a momenti in cui si cerca di muovere le articolazioni che sono interessate dal problema.  

Con rigidità articolare quando rivolgersi al proprio medico?

È opportuno rivolgersi al medico se la rigidità articolare è persistente o recidivante. Meglio, invece, ricorrere alle cure del Pronto Soccorso se è associata a un’emorragia intensa, a febbre non accompagnata da sintomi influenzali, alla protrusione di un osso dalla pelle e a una paralisi o all’impossibilità di muovere una parte del corpo.  

Area medica di riferimento per la rigidità articolare

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per la rigidità articolare è l’Unità Operativa di Ortopedia.

Vaccini (vaccinazioni)

N.B. Questa è una pagina a scopo informativo, nessun vaccino viene effettuato in Humanitas Castelli  

Che cosa sono i vaccini (vaccinazioni)?

I vaccini (vaccinazioni) sono un importante ed efficiente mezzo di prevenzione della sanità pubblica. Permettono di scongiurare la diffusione di malattie gravi o che possono causare complicanze considerevoli, addirittura mortali. Con le vaccinazioni sono state debellate malattie un tempo parecchio diffuse (come ad esempio il vaiolo) e ridotte sensibilmente l’incidenza di altre patologie (si vedano ad esempio i casi di morbillo, rosolia, parotite). I vaccini hanno perciò un posto fondamentale nella storia della medicina e hanno partecipato fortemente alla riduzione della mortalità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che entro il 2020, i vaccini adottati eviteranno 25 milioni di morti. Vorrebbe dire che verrebbero salvate 7.000 vite al giorno. L’Italia ha redatto un calendario vaccinale che prescrive la successione con la quale somministrare i vaccini. Le vaccinazioni incluse nel calendario sono gratuite.  

Che cosa contengono i vaccini?

I vaccini sono prodotti usando:
  • una piccola parte di agenti infettivi virali o batterici interi vivi e attenuati o inattivati o uccisi (è ciò che avviene con il vaccino contro il morbillo-parotite-rosolia)
  • elementi dei microrganismi (come è il caso del vaccino antinfluenzale)
  • proteine prodotte sinteticamente (ad esempio il vaccino per l’epatite B)
  • antigeni polisaccaridici uniti a proteine di supporto (vaccino antimeningococcico).
Sebbene i vaccini siano realizzati in modi diversi, un elemento comune è la presenza dei componenti (antigeni) di virus e batteri: proprio queste sostanze permettono che i vaccini funzionino, generando la risposta immunologica dell’organismo. Gli antigeni contenuti nei vaccini infatti non bastano a causare la malattia di cui sono responsabili ma al tempo stesso riescono a suscitare la risposta del sistema immunitario.  

Come funzionano i vaccini?

Attraverso la somministrazione del vaccino viene introdotta nel corpo umano una sostanza che sollecita la risposta difensiva del nostro sistema immunitario. Il principio su cui è fondata la vaccinazione è quello della memoria immunologica: il sistema immunitario, una volta che ha incontrato una sostanza estranea, ne conserva il ricordo in futuro. La vaccinazione dunque favorisce il primo contatto con virus o batteri (alla base del vaccino) e stimola il sistema immunitario a reagire producendo cellule e anticorpi specifici che possano difendere l’organismo in futuro, qualora si trovasse ad affrontare di nuovo quell’agente infettivo.  

Perché vaccinarsi?

La vaccinazione è il solo modo per acquisire un’efficace difesa dalle malattie infettive, nella maggior parte dei casi inoltre basta una sola somministrazione per essere immunizzati a vita. Nel caso di malattie infettive contagiose trasmissibili per contatto diretto, se all’interno di una comunità la maggior parte degli individui è vaccinata si verifica la cosiddetta “immunità di gregge”: l’agente infettivo circola pochissimo e vengono così protetti anche quei soggetti che non possono vaccinarsi per specifiche condizioni di salute. «I vaccini sono necessari, se non indispensabili: senza di loro, verremmo di nuovo colpiti da virus ormai debellati e non avremmo un efficace schermo contro quelli che, prima o poi, ci attaccheranno in futuro. È un dato di fatto che alcune malattie si diffondono là dove ci sono difficoltà oggettive a dispensare le vaccinazioni. Ne è prova il recente ritorno della poliomielite in Siria, Afghanistan, Pakistan e Nigeria, dove a causa di situazioni di fragilità non si possono raggiungere tutti i bambini con i vaccini», dichiara il professor Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas.  

I vaccini sono sicuri?

Tutti i vaccini sono sottoposti a rigidi controlli, sono sicuri e ben sopportati. È importante sottolineare come non ci siano prove che i vaccini siano associati a malattie come autismo o sclerosi multipla. È però certo che «ogni minuto, nei prossimi dieci anni, cinque persone vengono salvate grazie all’uso dei vaccini», aggiunge il professor Alberto Mantovani, Direttore Scientifico di Humanitas.
  • Vaccino anti epatite A (HAV)
  • Vaccino anti epatite B (HBV)
  • Vaccino anti Herpes zoster
  • Vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)
  • Vaccino anti papillomavirus umano (HPV)
  • Vaccino anti rotavirus
  • Vaccino anti varicella
  • Vaccino antimeningococcico
  • Vaccino antinfluenzale
  • Vaccino antipneumococcico
  • Vaccino esavalente
 

Vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)

N.B. Questa è una pagina a scopo informativo, nessun vaccino viene effettuato in Humanitas Castelli  

Che cos’è il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)?

Il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia fornisce protezione contro queste tre malattie attraverso la somministrazione di virus vivi ma inoffensivi, tali da attivare le difese dell’organismo senza che vi sia sviluppo di queste malattie. Il morbillo è una patologia infettiva altamente contagiosa dovuta al virus del morbillo e si trasmette attraverso goccioline di saliva o secrezioni del naso, della bocca e della gola. La febbre, la congiuntivite e la faringite sono seguite da un’eruzione cutanea che si diffonde da dietro le orecchie in tutto il corpo. Il morbillo in alcuni casi può causare complicazioni, soprattutto nei bambini sotto i cinque anni e nelle persone sopra i vent’anni. La parotite, comunemente chiamata orecchioni, è anch’essa una malattia infettiva contagiosa causata da un virus. Coinvolge principalmente le prime vie aeree e le ghiandole salivari. L’infezione è causata dalla saliva infetta. A sintomi non specifici (mal di testa, febbre, malessere) seguono dolori alle orecchie e alla parotide (alla mascella). Le parotidi poi si gonfiano, da cui il nome parotite. La rosolia è una patologia infettiva causata dal Rubivirus, è contagiosa e si trasmette attraverso le goccioline di saliva infette emesse parlando, starnutendo o tossendo. Questo virus si trova in vari tessuti del corpo, compresi i linfonodi. Si manifesta con un’eruzione cutanea che da dietro le orecchie raggiunge il viso e poi si diffonde a tutto il collo.  

Come funziona il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)?

Il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia è composto da virus vivi ma innocui e per questo può stimolare le difese dell’organismo ma non causare la malattia. È disponibile anche un vaccino combinato che include sia i componenti MPR che il vaccino contro la varicella. Il vaccino MPRV può essere somministrato ai bambini e ai dodicenni al posto dei due vaccini individuali.  

Quando effettuare il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)?

Il vaccino anti morbillo-parotite-rosolia è raccomandato nei neonati. Si somministra per via sottocutanea in due dosi: la prima dose tra i 12 e i 15 mesi di età, la seconda dose intorno ai 5-6 anni.  

Effetti collaterali del vaccino anti morbillo-parotite-rosolia (MPR)

In seguito alla somministrazione del vaccino anti morbillo-parotite-rosolia, possono verificarsi dolore, gonfiore e arrossamento nel sito di iniezione. Dopo 6-14 giorni dal vaccino, in alcuni casi, possono manifestarsi febbre, lieve eruzione cutanea, gonfiore del viso o della nuca. Come per tutti i vaccini, possono verificarsi gravi reazioni allergiche. Tuttavia, si tratta di un evento del tutto raro.