Orata

L’orata è un pesce che vive in acque poco profonde e dalla temperatura mite, soprattutto nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale. Può essere anche prodotto in allevamento per usi alimentari.  

Quali sono le proprietà nutrizionali dell’orata?

100 grammi di orata offrono un apporto di circa 121 calorie. Nella stessa quantità sono presenti: La carne di questo pesce è particolarmente ricca di acidi grassi omega 3.  

Quando non bisogna mangiare orata?

Non si conoscono interazioni tra il consumo di orata e l’assunzione di farmaci o altre sostanze.  

Quali sono i possibili benefici dell’orata?

Grazie agli acidi omega 3, la carne dell’orata è inserita tra gli alimenti che vengono considerati in grado di proteggere la salute cardiovascolare. Il suo consumo aiuta la salute di ossa e denti, le funzioni regolate dagli ormoni tiroidei, la produzione di alcuni ormoni e di tessuto connettivo.  

Quali sono le controindicazioni dell’orata?

La carne dell’orata deve essere consumata preferibilmente dopo averla cotta, così da annientare eventuali sostanze tossiche che potrebbero essere presenti in essa. Soprattutto è importante difendersi dall’Anisakis, un parassita pericoloso per la salute umana che, appunto, può essere eliminato solo con la cottura. Se la si vuole consumare cruda, la carne dell’orata deve essere prima congelata per almeno 96 ore a -18° C in un congelatore a tre o più stelle. Chi vende o somministra pesce crudo ­ in generale tutto il pesce, compreso l’orata – deve osservare quanto stabilito dal regolamento CE 853/2004 che stabilisce l’obbligo di congelare le carni a -20° C per almeno 24 ore.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Selenio

Che cos’è il selenio?

Il selenio, simbolo chimico Se, è un elemento che se pur è presente nell’organismo umano in piccole tracce, ne è comunque essenziale.  

A cosa serve il selenio?

Il selenio nelle cellule permette agli antiossidanti cellulari di lavorare correttamente. Essendo parte di decine di proteine (chiamate proteine del selenio), partecipa a molti altri processi, a partire dalla sintesi del DNA fino al metabolismo degli ormoni tiroidei, passando per la protezione dalle infezioni e dalla riproduzione.  

In quali alimenti è contenuto il selenio?

Le sostanze alimentari ricche di selenio sono i pesci e le frattaglie. Tra le altre buone fonti ci sono la carne rossa, i latticini e i cereali. In ogni caso, in generale, la quantità di selenio negli alimenti di origine vegetale dipende dalle caratteristiche del terreno in cui vengono coltivati.  

Qual è il fabbisogno giornaliero di selenio?

Il fabbisogno giornaliero adeguato di selenio varia a seconda dell’età ed è di circa 20 microgrammi al giorno fino ai 3 anni, di 30 microgrammi al giorno fino agli 8 anni, di 40 microgrammi al giorno fino ai 13 anni e di 55 microgrammi al giorno dai 14 anni. Per le donne in gravidanza e allattamento, sale rispettivamente a 60 e 70 microgrammi al giorno.  

Quali sono le conseguenze della carenza di selenio?

La mancanza di selenio può ridurre la funzione dei muscoli scheletrici, interferire con la produzione di globuli rossi, modificare la pigmentazione della pelle e dei capelli e aumentare la fragilità delle unghie. Può inoltre predisporre allo sviluppo di malattie in presenza di stress aggiuntivo come infezioni virali, essere associato all’infertilità maschile e peggiorare le conseguenze della carenza di iodio, aumentando il rischio di cretinismo nei bambini.

Quali conseguenze può causare l’eccesso di selenio?

Casi di avvelenamento da selenio assunto con integratori alimentari sono stati associati a nausea, vomito, dissenteria, dolori addominali, fragilità delle unghie e perdita di capelli.  

Perché si dice che l’assunzione di selenio fa bene alla salute?

Il selenio è considerato un minerale che promuove la salute in quanto alcuni studi hanno associato la sua assunzione a una riduzione del rischio di cancro, disturbi cognitivi, malattie cardiovascolari e malattie della tiroide. Tuttavia, solo ulteriori ricerche potranno chiarire il possibile ruolo preventivo di questo elemento.