Apparato respiratorio

Che cos’è l’apparato respiratorio?

L’apparato respiratorio è l’apparato che riunisce tutti gli organi e le strutture che hanno il compito di gestire lo scambio gassoso tra l’organismo umano e l’ambiente esterno. L’obiettivo è quello di rigenerare il sangue carico di anidride carbonica con l’ossigeno presente nell’ambiente esterno. L’attività di questo apparato è dunque strettamente legata a quella dell’apparato cardiocircolatorio.  

Com’è strutturato l’apparato respiratorio?

Gli organi che compongono l’apparato respiratorio sono:  

Qual è la funzione dell’apparato respiratorio?

La funzione dell’apparato respiratorio è quella di consentire l’ematosi, cioè il processo che ha il fine di permettere l’ossigenazione del sangue e, di conseguenza, il rifornimento di ossigeno a tutti gli organi e tessuti dell’organismo.

Bocca

Che cos’è la bocca?

Con il termine bocca ci si riferisce all’apertura del canale digerente sull’esterno e alla cavità al cui interno è compresa l’apertura stessa. È sorretta da un arco scheletrico che si articola in una porzione mascellare (superiore) e una mandibolare (inferiore), ognuno dei quali è dotato di denti. Nella parte anteriore è delimitata dalla presenza delle labbra e in quella posteriore dalla gola. Parte iniziale del canale digerente, essa svolge anche funzioni respiratorie, fonatorie e digestive. È anche  la sede dell’organismo che è deputata alla percezione del gusto. È lubrificata nella sua parte interna dall’azione delle ghiandole salivari.  

Com’è strutturata la bocca?

Nella bocca si distinguono molteplici strutture. Dall’alto verso il basso vi sono: il labbro superiore, la gengiva superiore, l’arcata dentaria superiore, il palato (duro anteriormente, molle posteriormente), l’ugola, le due tonsille, la lingua, l’arcata dentaria inferiore, la gengiva inferiore e il labbro inferiore. In senso anteriore/posteriore, invece, vi sono: le labbra seguite da denti e gengive, dietro ai quali si trovano inferiormente la lingua e le tonsille e, superiormente, il palato (duro e molle) e l’ugola.  

A cosa serve la bocca?

La bocca ha quattro diverse principali funzioni:
  • digestive: è il luogo in cui il cibo, che viene introdotto nell’organismo, viene più facilmente reso digeribile dallo stomaco, tramite la masticazione e la presenza della saliva. La frammentazione del cibo svolta dai denti e l’azione degli enzimi salivari fanno sì che il cibo introdotto in bocca venga in parte già digerito prima di venire deglutito, andando a formare il bolo alimentare
  • respiratorie: tramite la bocca l’aria può entrare nella laringe e poi arrivare ai bronchi ovviando l’eventuale ostruzione delle fosse nasali (anche se l’aria inspirata dalla bocca non subisce tutto quel processo di umidificazione, purificazione e riscaldamento che le viene riservato quando viene inspirata dal naso, che è l’organo deputato a farlo)
  • fonatorie: la bocca svolge il ruolo di cassa di risonanza e di modulazione ai suoni che vengono emessi dalla laringe
  • gustative: la bocca è la sede del gusto, grazie alle papille gustative che ricoprono la lingua.

Disfonia

Che cos’è la disfonia?

Con disfonia si intende alterazione della voce dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Può essere cronica o temporanea, di origine strutturale o funzionale. Può inoltre essere didiopatica, quando si genera senza che vi sia una causa apparente. La disfonia colpisce in particolare gli organi che sono connessi alla funzione fonatoria, che fa cioè riferimento all’emissione della voce e dei suoni: corde vocali, bocca, naso, faringe, laringe e trachea.  

Quali altri sintomi possono essere associati alla disfonia?

Alla disfonia possono essere collegati altri sintomi come fastidio o dolore provati quando si parla.  

Quali sono le cause della disfonia?

La disfonia può essere causata da un uso eccesivo della voce o da un trauma. All’origine ci possono essere anche varie patologie, come laringite, botulismo, sclerosi multipla, tumori della laringe, tumori alla gola, alla bocca e agli organi connessi alla funzione fonatoria e tetano.  

Quali sono i rimedi contro la disfonia?

Per curare la disfonia è necessario prima individuarne la causa e intervenire su questa. In ogni caso si consiglia idratazione e riposo degli organi coinvolti nella funzione fonatoria per un periodo di circa due-tre giorni. Dal punto di vista medico ci possono essere tre diversi approcci:
  • logopedico, con cui si impara a utilizzare meglio la voce
  • farmacologico, con farmaci che possono essere, a seconda della causa, antinfiammatori, antibiotici, antiacidi, ecc.
  • chirurgico, per l’eventuale asportazione di tumori, polipi, noduli o cisti che possono essere alla base della disfonia.
 

Disfonia, quando rivolgersi al proprio medico?

Una condizione contraddistinta da disfonia deve essere sottoposta all’attenzione del proprio medico nel caso in cui derivi da un trauma o quando può essere collegata a una delle patologie associabili (elencate sopra).

Dolore al collo

Che cos’è il dolore al collo?

Il dolore al collo è un senso di malessere che viene percepito a livello del collo, ovvero la regione corporea che collega il tronco con la testa, in cui sono presenti molte strutture anatomiche:  

Quali malattie si possono associare al dolore al collo?

Il dolore al collo può essere associabile a diverse patologie, anche molto diverse tra loro, tra cui ci sono: strabismo, traumi, ansia, artrite reumatoide, artrosi cervicale, bruxismo, ernia del disco, fuoco di Sant’Antonio, malattia da graffio di gatto, meningite, morbo di Paget, calcolosi salivare, cefalea, contratture muscolari, emicrania, tumore delle ghiandole salivari. Si ricorda che tale elenco non è esaustivo ed è sempre consigliabile consultarsi col proprio medico, soprattutto qualora il disturbo persista.  

Quali sono i rimedi contro il dolore al collo?

Contro il dolore al collo non esistono rimedi sempre validi. Difatti sono molto differenti tra loro le cause mediche che possono esserne alla base e, di conseguenza, diversi sono i rimedi adatti a risolvere la condizione. Limitare i movimenti (in particolar modo in caso di ernia, artrite, artrosi, contratture muscolari e traumi) di questa parte del corpo e il riposo – uniti a terapia medica specifica – possono contribuire a lenire il dolore.  

Con il dolore al collo quando è opportuno rivolgersi al proprio medico?

In caso di trauma o se si è in presenza (o a rischio) di una delle patologie associate (al riguardo, si veda l’elenco riportato sopra).

Epiglottide

Che cos’è l’epiglottide?

L’epiglottide è una cartilagine di tipo elastico e ricoperta di mucosa, che è situata alla radice della lingua. Fa parte del complesso laringeo: più nello specifico, è collocata all’estremità superiore della laringe e costituisce parte della sua parete anteriore (essa separa, difatti, la radice della lingua dalla cavità laringea). La sua funzione è di impedire che il cibo masticato e la saliva vadano nelle vie aeree (ovvero “di traverso”): è per tale motivo che, durante la deglutizione, si abbassa sull’apertura della laringe e la chiude in modo temporaneo, impedendo l’accesso al bolo alimentare.  

Com’è fatta l’epiglottide?

Ha la forma di una larga foglia, tondeggiante in alto e ristretta alla sua base; presenta all’estremo inferiore (ovvero all’estremità che è rivolta verso la cavità della laringe) un sottile peduncolo tramite cui è connessa – a mezzo di un legamento (legamento tiroepiglottico) – alla cartilagine tiroidea. Tale porzione di epiglottide è ricoperta dalla mucosa laringea. L’estremo superiore si presenta, invece, di forma arrotondata e libera ed è ricoperto da una mucosa molto simile a quella della bocca. Il suo contorno si caratterizza da un margine superiore e due margini laterali: i margini laterali appaiono dentellati e in basso originano alle pieghe ariepiglottiche (pieghe della membrana mucosa che si estendono sino all’apice delle cartilagini aritenoidi, ovvero le cartilagini del complesso scheletrico laringeo che forniscono l’attacco al legamento vocale e ai muscoli laringei intrinseci).  

A cosa serve l’epiglottide?

L’epiglottide ha la funzione di impedire che il cibo masticato e la saliva vadano di traverso: è per questo motivo che, durante la deglutizione, essa si abbassa sull’apertura della laringe, come a chiuderla temporaneamente, impedendo quindi l’accesso al bolo alimentare. Durante la deglutizione, difatti, la base della lingua compie movimenti all’indietro che la portano a poggiare proprio sull’epiglottide; quest’ultima, rovesciandosi all’indietro, va pertanto a chiudere l’apertura della laringe.

Faringe

Che cos’è la faringe?

La faringe è un canale che collega la gola all’esofago. Di struttura muscolo-mucosa, rappresenta sia il primo tratto del tubo digerente – riceve infatti il bolo alimentare dalla bocca mediante la deglutizione – sia una parte delle vie aeree superiori: nella faringe si immette l’aria che proviene dal naso, che dalla faringe si immette all’interno della laringe. Nella faringe confluiscono pertanto sia la via alimentare sia le vie aeree che proseguono poi – rispettivamente – nell’esofago e nella laringe.  

Dov’è posta e com’è fatta la faringe?

La faringe, lunga circa 15 centimetri, decorre in maniera posteriore alle cavità nasali, alla bocca e alla laringe e si sviluppa in modo verticale dalla base cranica sino alla sesta vertebra cervicale. La sua forma ricorda sostanzialmente quella di un imbuto: più largo nella parte superiore, si restringe man mano che si scende, acquisendo gradualmente un aspetto tubulare. Viene solitamente suddivisa in tre tratti: la porzione posteriore delle vie aeree nasali (rinofaringe), la cosiddetta gola (orofaringe) e la parte laringea (laringofaringe). La rinofaringe e l’orofaringe sono separate tra loro da una specifica porzione del palato: il palato molle (che rappresenta il prolungamento di quello duro). Le cavità nasali comunicano con la faringe a mezzo delle coane, la bocca a mezzo dell’istmo delle fauci (ovvero la stretta apertura che costituisce la transizione dalla cavità orale a quella faringea, delimitata nella parte superiore dal margine libero del palato molle, da due coppie di pieghe della mucosa – ai lati – e dalla base della lingua) e la laringe a mezzo dell’orifizio laringeo. Tutte queste comunicazioni si hanno in corrispondenza della parete anteriore dell’organo, che si presenta pertanto, in larga parte, incompleta.  

Qual è la funzione della faringe?

La faringe ha essenzialmente due funzioni principali:
  • come primo tratto del tubo digerente, essa mette in comunicazione la bocca con l’esofago, consentendo il passaggio del bolo alimentare tramite la deglutizione.
  • come parte delle vie aeree superiori, essa permette il passaggio dell’aria dalle cavità nasali alla laringe.

Gusto

Che cos’è il gusto?

Unitamente alla vista, all’olfatto, al tatto e all’udito, il gusto rappresenta uno dei cinque sensi. Fornisce le indicazioni sul sapore di ciò che mangiamo e beviamo distinguendone dolcezza, amarezza, sapidità e acidità (i cosiddetti gusti primari).  

Quali sono i meccanismi che presiedono al gusto?

Tra i cinque sensi, il gusto è quello collegato alle sensazioni che derivano dal sapore di ciò che mangiamo e beviamo. Le strutture che consentono di cogliere il sapore di quello che viene introdotto nella bocca sono dei recettori sensoriali altamente specializzati: si chiamano bottoni, calici e papille gustative e si trovano sul palato, sulla lingua, nella faringe e nella laringe. Dall’integrazione dei gusti primari – alla percezione dei quali sono deputati dei precisi gruppi di recettori sensoriali che sono posizionati in precise aree della lingua – originano tutte le sensazioni di gusto più complesse. Sebbene sia coadiuvata da alcune porzioni di laringe, faringe e palato, la lingua è l’organo che è specificamente dedicato alla percezione dei sapori. Sulla sua superficie si possono difatti distinguere delle aree specifiche che sono deputate alla percezione di acido, amaro, dolce e salato. In particolare, i recettori deputati alla percezione del dolce sono concentrati sulla punta della lingua; quelli in grado di riconoscere il salato sono invece posti sui bordi della prima metà anteriore della lingua; quelli per la percezione dell’amaro sono situati sulla base della lingua (ovvero la parte collocata posteriormente, davanti all’epiglottide) e quelli per l’acido si trovano infine sui bordi della metà posteriore. Nella percezione dei sapori è fondamentale – oltre al senso del gusto – il ruolo che viene svolto dal sistema olfattivo: durante l’espirazione, difatti, alcune particelle degli alimenti che vengono introdotti in bocca vengono espulse dal naso e vanno a stimolare i recettori olfattivi, che prendono parte all’individuazione dei diversi gusti.  

A che cosa serve il gusto?

Oltre a fornire indicazioni circa il sapore e la composizione degli alimenti, il senso del gusto svolge un ruolo determinante nella nutrizione: l’evocazione dei sapori costituisce difatti la base psicologica dell’appetito. La perdita del gusto – condizione nota con il nome di ageusia – può avere molteplici cause (presenza di patologie orali o ormonali, perdita dell’olfatto) e incidere anche in modo rilevante sul benessere psicologico, sino a condurre anche alla depressione.

Laringoscopio

Che cos’è e a che cosa serve il laringoscopio?

Il laringoscopio è uno strumento a uso medicale endoscopico che permette di osservare la glottide, ossia la zona situata fra le corde vocali. Attraverso questo strumento è anche possibile inserire il tubo endotracheale, nel caso in cui fosse necessario intubare il paziente.  

Come funziona il laringoscopio?

Il laringoscopio è costituito da due elementi: un’impugnatura e una lama munita di luce che viene introdotta in bocca e consente di esaminare la glottide e la laringe. In base all’esame del caso è possibile adoperare una lama ricurva oppure una retta, che in genere si impiega principalmente quando i pazienti sono dei neonati.  

Il laringoscopio è pericoloso o doloroso?

L’utilizzo del laringoscopio non provoca alcun dolore e non è pericoloso, il soggetto tuttavia potrebbe sentire un po’ di disagio nel corso della procedura.  

Stridore

Che cos’è lo stridore?

Lo stridore è il caratteristico rumore che si accompagna al respiro quando si è in presenza di un’ostruzione delle vie aeree. È un rumore acuto che può verificarsi in fase di:
  • inspirazione, chiamato stridore laringeo perché determinato da un’ostruzione a livello di laringe che può non determinare una difficoltà respiratoria
  • espirazione, il cosiddetto stridore respiratorio che è più rumoroso rispetto al primo ed è causato da un’ostruzione a livello dei bronchi e per questo provoca una difficoltà a respirare.
 

Quali altri sintomi possono essere associati allo stridore?

Lo stridore può accompagnarsi ad altri sintomi come senso di soffocamento, sensazione di mancanza d’aria, spossatezza, affaticamento.  

Quali sono le cause dello stridore?

Lo stridore può essere causato da varie patologie, tra cui ci sono: allergie respiratorie, anafilassi, laringite, reflusso gastroesofageo, tracheite, polipi o tumori della laringe.  

Quali sono i rimedi contro lo stridore?

La cura dello stridore coincide con la cura della patologia che ne è alla base. Non è il caso di sottolineare questo sintomo e sono da evitare le soluzioni fai-da-te, perché questo sintomo può essere il segnale della presenza di patologie di una certa gravità.  

Stridore, quando rivolgersi al proprio medico?

La presenza di stridore deve sempre essere portata a conoscenza del proprio medico. Se questo sintomo è accompagnato da difficoltà respiratorie il consiglio è di rivolgersi al pronto soccorso.

Tiroide

Che cos’è la tiroide?

Conosciuta anche col nome di ghiandola tiroidea, la tiroide è una ghiandola situata in corrispondenza del confine tra trachea e laringe, alla base della porzione anteriore del collo. Essa si trova in corrispondenza del confine tra laringe e trachea, alla base della porzione anteriore del collo.  

Dov’è posizionata e com’è fatta la tiroide?

In condizioni fisiologiche normali, la tiroide si presenta di piccole dimensioni. Il suo peso, piuttosto variabile, si attesta solitamente tra i 10 e i 50 gr. Costituita da due lobi simmetrici collegati nella loro parte anteriore da un piccolo istmo e posteriormente appoggiati contro gli anelli cartilaginei che formano la trachea, la sua forma ricorda quella di una farfalla. La sua collocazione, piuttosto superficiale, le permette di essere facilmente raggiungibile all’ispezione e alla palpazione. Posteriormente ai lobi tiroidei, sono collocate le paratiroidi (o ghiandole paratiroidee). Ricoperta da una capsula fibrosa, la tiroide è molto vascolarizzata e ospita al suo interno due tipologie di cellule: le cellule C (o parafollicolari) e i follicoli tiroidei. Le cellule C sono quelle deputate alla secrezione dell’ormone che regola il livello di calcio nel sangue, la calcitonina. I follicoli tiroidei sono i più numerosi: la loro funzione è quella di raccogliere lo iodio che circola nel sangue e di trasformarlo in preormone tiroideo; questo verrà poi immagazzinato in specifiche vescicole di cui i follicoli sono provvisti. I follicoli presentano una forma sferoidale o ellissoidale e sono dotati di una cavità centrale ripiena di una sostanza densa, detta colloide. Questo è il prodotto della secrezione degli elementi che compongono la loro parete. Al suo interno si trovano grandi quantità di tireoglobulina (una proteina iodata che rappresenta la forma di deposito delle principali componenti degli ormoni tiroidei), la T3 (triiodiotironina) e la T4 (tetraiodiotironina o tiroxina). Al momento del bisogno, la sostanza colloide viene frammentata dall’attività metabolica delle cellule follicolari (tramite l’intervento di un enzima specifico) ottenendo la triiodiotironina (per un 20% circa) e la tetraiodiotironina (per l’80%), che vengono immesse all’interno dell’ampia rete sanguigna che irrora la ghiandola. Le cellule costituenti i follicoli tiroidei sono chiamate tireociti.  

A che cosa serve la tiroide?

Agendo sotto controllo dell’ipofisi, è la ghiandola preposta alla produzione e alla secrezione degli ormoni tiroidei, che sono necessari per la crescita e lo sviluppo dell’organismo.

Trachea

Che cos’è la trachea?

La trachea è l’organo dell’apparato respiratorio che collega la laringe con la porzione iniziale dei bronchi, nei quali si biforca all’altezza della quinta vertebra dorsale, suddividendosi nei due alberi bronchiali, destro e sinistro. La biforcazione bronchiale viene definita carena o sperone tracheale. La trachea permette il passaggio dell’aria.  

Dov’è e com’è fatta la trachea?

La trachea, posizionata davanti all’esofago e con la forma di un cilindro cavo lungo 12 cm circa, è costituita da una sovrapposizione di cartilagini a forma di ferro di cavallo situate orizzontalmente e sovrapposte le une sulle altre. Tra una cartilagine e l’altra sono interposte delle strutture fibrose che sono chiamate legamenti tracheali o legamenti anulari. La sua parte posteriore, costituita dalle aperture delle cartilagini, è racchiusa da tessuto muscolare. Esternamente, il tessuto che la compone è fibrocartilagineo; internamente le pareti sono – invece – ricoperte da mucosa. Sono numerose le patologie che possono interessare la trachea: le più diffuse sono le tracheiti, infezioni che possono essere di forma acuta o cronica e le cui cause possono essere allergiche, virali o batteriche.  

A che cosa serve la trachea?

La funzione principale della trachea è di consentire il passaggio dell’aria che dalla laringe arriva ai bronchi.