Dolore alla mammella

Che cos’è il dolore alla mammella?

Il dolore alla mammella è una sensazione dolorosa provata dalle donne all’altezza del seno.  

Quali sono le cause del dolore alla mammella?

Il dolore alla mammella può manifestarsi nel corso della gravidanza o durante l’allattamento e può dipendere da cambiamenti ormonali associabili al ciclo mestruale o alla menopausa. In alcuni casi può essere dovuto all’assunzione di alcuni medicinali, come i diuretici o alla formazione di cisti. Solamente in casi più rari il dolore alla mammella può essere collegato alla presenza di un tumore al seno.  

Quali sono i rimedi contro il dolore alla mammella?

Questo tipo di dolore può essere alleviato con degli impacchi di ghiaccio o tramite farmaci antinfiammatori prescritti da parte medico, il quale potrà anche consigliare l’utilizzo della pillola contraccettiva che è in grado di eliminare i problemi collegati al ciclo mestruale.  

Dolore alla mammella, quando rivolgersi al proprio medico?

Il dolore alla mammella deve essere sottoposto all’attenzione del proprio curante quando:
  • il dolore è associato a febbre alta, pus, infezione e arrossamenti locali.
  • si associa a perdite chiare o con tracce di sangue dal capezzolo
  • si è partorito da pochi giorni e il dolore si associa a durezza e gonfiore del seno
  • al tatto si avverte la presenza di un nodulo.
 

Area medica di riferimento per il dolore alla mammella

In Humanitas Castelli Bergamo l’area medica di riferimento per il dolore alla mammella è l’Ambulatorio di Senologia.

Gambe dolenti

Che cosa si indica con “gambe dolenti”?

Si parla di gambe dolenti quando si presenta una condizione di dolore o disagio che viene avvertito in una gamba o in entrambe le gambe. Si può trattare di un dolore sordo e diffuso oppure di un fastidio più intenso e localizzato, che può essere percepito come bruciore, crampo muscolare o fitta.  

Quali sono le cause delle gambe dolenti?

Le gambe dolenti possono derivare da varie cause. In genere si associano ad affaticamento muscolare o a disidratazione, che può essere legata all’assunzione di farmaci come statine o diuretici. Altre cause del dolore alle gambe possono essere traumi, stiramenti, tendiniti o altre condizioni patologiche.  

Quali patologie possono essere associate alle gambe dolenti?

Tra le numerose patologie che possono essere associate alle gambe dolenti, ci sono: artrite, aterosclerosi, ernia del disco, gotta, insufficienza renale, insufficienza venosa, piede diabetico, policitemia vera, tromboflebite, trombosi venosa profonda, vene varicose, tumori ossei. Non si tratta di un elenco esaustivo e in permanenza dei sintomi si consiglia di rivolgersi al proprio medico curante.  

Quali sono i rimedi contro le gambe dolenti?

La cura per le gambe dolenti varia a seconda della causa che ne è alla base. Quando deriva da un eccesso di attività fisica bisogna agevolare il riposo delle articolazioni e intervenire con impacchi freddi. Nel caso in cui la causa sia un’insufficienza venosa bisogna al contrario tenere le gambe in movimento così da favorire la circolazione del sangue, tenerle sollevate quando sono a riposo, bere molti liquidi, consumare molta frutta e verdura e integratori di potassio oltre a evitare calore eccessivo.  

Gambe dolenti, quando rivolgersi al proprio medico?

Se l’indolenzimento alle gambe deriva da un trauma o da una contusione è necessario rivolgersi a un pronto soccorso per ricevere le cure del caso. Se insieme al dolore si registra anche gonfiore alle gambe, dolore ai piedi o vene varicose è consigliabile chiedere un consulto con uno specialista, cioè un angiologo, un flebologo o un chirurgo vascolare. Se il dolore sorge improvvisamente e non scompare dopo due-tre giorni, se è associato a febbre, gonfiore o rossore della parte interessata, se è acuto o se peggiora e rende difficili i movimenti, è il caso di rivolgersi al proprio medico senza esitazione.

Patata

La patata è un tubero amidaceo originario dell’America Centrale. Il suo nome scientifico è Solanum tuverosum, la sua famiglia di appartenenza è quella delle Solanaceae.  

Quali sono le proprietà nutrizionali della patata?

100 grami di patate crude offrono un apporto di circa 80 calorie, suddivise in questo modo: 79% carboidrati, 11% lipidi e 10% proteine. Nella stessa quantità sono presenti: In questi tuberi c’è inoltre una sensibile presenza di carotenoidi e di quercetina.  

Quando non bisogna mangiare patata?

Il consumo di patate può interferire con l’efficacia dei farmaci diuretici. Dovrebbe quindi essere evitato quando si sta seguendo una cura a base dei questi farmaci.  

Quali sono i possibili benefici della patata?

La patata offre benefici sul funzionamento dell’intestino, dal momento che contribuisce a controllare l’assorbimento degli zuccheri e del colesterolo. Buono è anche l’apporto di fibre alimentari, che proteggono l’intestino dal cancro. La presenza di vitamina del gruppo B agevola il buon funzionamento del metabolismo e favorisce lo sviluppo del sistema nervoso durante la gestazione. Se consumate in particolare con la buccia, questi tuberi aiutano le difese antiossidanti dell’organismo e lo supportano nella difesa da infezioni, infiammazioni o tumori. Infine, la patata svolge funzioni cardioprotettive grazie alla presenza di quercetina all’azione del potassio, in grado di proteggere cuore e arterie e di tenere sotto controllo la pressione del sangue e la frequenza cardiaca.  

Quali sono le controindicazioni della patata?

Nella patata sono presenti la caconina e la solanina, alcaidi tossici che, quando assunti in quantità elevate, possono provocare mal di testa, crampi muscolari e debolezza. Le due sostanze vengono parzialmente distrutte attraverso la cottura e temperature superiori ai 170°.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Prezzemolo

Il prezzemolo è un’erba aromatica appartenente alla famiglia delle Apiaceae. Il suo nome scientifico è Petroselinum crispum ed è originaria delle terre che si affacciano sul mar Mediterraneo.  

Quali sono le proprietà nutrizionali del prezzemolo?

Circa 4 grammi di prezzemolo (1 cucchiaio) offrono un apporto di circa una caloria. Nella stessa quantità sono presenti: Sono inoltre presenti buone quantità di beta-carotene, luteina/zeaxanitna, flavonoidi come la luteolina e l’eugenolo.  

Quando non bisogna mangiare prezzemolo?

Il consumo di prezzemolo può interferire in alcuni casi con l’assunzione di warfarin e di farmaci diuretici. In caso di dubbio meglio chiedere consiglio al proprio medico.  

Quali sono i possibili benefici del prezzemolo?

Il prezzemolo è fonte di antiossidanti, di molecole alleate del metabolismo e di nutrienti che sono utili per la salute e lo sviluppo di ossa e denti. Quest’erba ha inoltre proprietà antisettiche e carminative. I suoi estratti sembrano avere un buon potere diuretico.  

Quali sono le controindicazioni del prezzemolo?

L’abuso di prezzemolo può provocare problemi epatici e forme di anemia. Nel corso della gravidanza può stimolare contrazioni uterine e provocare emorragie. Applicato sulla pelle sotto forma di olii ottenuti con la spremitura dei suoi semi può aumentare la sensibilità ai raggi del sole e provocare rash cutaneo. Un suo uso non controllato può provocare problemi in chi soffre di calcoli renali, carenze di minerali o altri nutrienti e artrite gottosa.  

Avvertenza

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi alle indicazioni del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.  

Tofi

Che cosa sono i tofi?

I tofi sono masse nodulari – contenenti cristalli di urato monosodico – che si depositano nei tessuti molli di oltre il 50% dei pazienti con gotta non adeguatamente trattata. Compaiono di solito sulle dita o sulle orecchie e si sviluppano mediamente 12 anni dopo il primo attacco di gotta. Solo raramente compaiono prima di un episodio acuto di gotta. Le donne – soprattutto se in cura con diuretici – sono soggetti maggiormente a rischio. Si tratta di solito di lesioni non dolorose, salvo non coinvolgano le articolazioni. In questo caso, qualora non vengano adeguatamente trattate, al dolore si aggiunge il danno alle strutture articolari. Il materiale bianco e pastoso che è presente al loro interno può iniziare a fuoriuscire, portando anche alla formazione di ulcere vere e proprie.  

Quali malattie si possono associare ai tofi?

La patologia tipicamente associata ai tofi è la gotta.  

Quali sono i rimedi contro i tofi?

Per agire sui tofi è prima di tutto necessario ridurre i livelli di acido urico. Per farlo può essere necessario modificare lo stile di vita, ad esempio riducendo l’assunzione di sostanze alcoliche e di cibi ad elevato contenuto di purine e, se necessario, calando di peso. Talvolta può essere necessario modificare l’assunzione di medicinali diuretici. Di solito viene inoltre prescritta l’assunzione di farmaci che contribuiscono a ridurre l’acido urico nell’organismo.  

Con tofi quando rivolgersi al proprio medico?

Nel caso in cui compaiano tofi è opportuno rivolgersi al medico per intervenire il prima possibile al fine di ridurre il rischio di danni a livello delle articolazioni.